Casa Vacanza antigay? Al via petizioni antiomofobia

Il caso della Casa Vacanza Ciufo stimola interesse sul contrasto alle discriminazioni nei servizi pubblici. Al via due petizioni su Change,org e Allout.org

Casa Vacanza antigay? Al via petizioni antiomofobia

Non smette di far parlare di sé il caso della Casa Vacanza Ciufo il cui proprietario ha cancellato la prenotazione di una coppia di ragazzi campani perché gay, chiarendo che nella sua “depandanza”non accettiamo gay e animali”.

Sul suo profilo FB il proprietario della Casa Vacanza Ciufo invoca “Fuciliazione subito” per dei gay

Sarà per la sguaiata e diretta formula che riecheggia gli anni delle leggi razziali, sarà perché “l’ingenuità” di una discriminazione tanto manifesta e la determinazione della coppia a denunciare il fatto hanno messo in luce un sommerso di omofobia ancora molto diffuso, sarà per il discutibile profilo del gestore, sconfessato nel suo goffo tentativo di recitare la parte dell’ingenuo campagnolo fervente cattolico da un profilo Facebook zeppo di affermazioni razziste, omofobe e destrorse che di cristiano hanno assai poco, mentre emerge anche il suo coinvolgimento in passate inchieste di ‘ndrangheta. È un dato che sia diventato un caso nazionale sul quale l’interesse travalica le dimensioni del fatto stesso per concentrarsi sulla questione di fondo. Che è il divieto di discriminazione per orientamento sessuale da parte di strutture alberghiere, ricettive, di ristorazione o che comunque offrano servizi al pubblico.

La petizione di Cathy la Torre su Change.org

A chiarire qualsiasi dubbio di natura legale in merito ci pensa la petizione lanciata dalla nota avvocata e attivista Cathy la Torre sulla piattaforma Change.org che in brevissimo si è avvicinata alle 5000 firme.

“Negli ultimi tempi assistiamo a un’escalation di discriminazioni verso le quali spesso non sappiamo come agire – leggiamo nel testo della petizione – Case in affitto ma “NO agli stranieri”. Lavoratori licenziati o mobbizzati perché trans, stranieri o disabili. Albergatori, ristoratori, strutture ricettive che affermano espressamente di non accettare: gay, lesbiche, trans, stranieri”.

Di fronte a questi fatti ci si chiede “Tutto ciò è davvero lecito? È davvero possibile o ammesso dalla Legge? La regola per cui a casa nostra, nel nostro ristorante, nel nostro albergo possiamo scegliere chi far entrare e chi no, supera i principi di eguaglianza e di parità di trattamento?”

Cathy la Torre non ha dubbi: “La risposta è NO!

E chiarisce “Il principio di parità di trattamento stabilisce che NESSUNO può essere trattato meno favorevolmente di altri in ragione della sua origine etnica, provenienza, religione, delle sue convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale. Questo principio si applica:

All’accesso al lavoro, sia autonomo che dipendente; all’assistenza sanitaria; alle prestazioni sociali; all’istruzione; all’accesso a beni e servizi, incluso l’alloggio”.

Quali quindi i rimedi legali? “Chi è vittima di una discriminazione in base ai fattori su elencati, può rivolgersi ad un Giudice e chiederne la rimozione oltre al risarcimento del danno. La sentenza che condanna la parte a risarcire il danno per la discriminazione può anche essere pubblicata sui maggiori organi di stampa”.

La stessa petizione riconosce però che oltre al ricorso alla giustizia ci possono essere altri rimedi più immediati e in mano a tutte e tutti noi.

Tra questi il “BOICOTTAGGIO: è di gran lunga lo strumento più immediato nelle mani di tutti noi consumatori. Scegliamo cosa comprare, dove e come in modo critico e boicottiamo chi non rispetta i principi di uguaglianza e non discriminazione”. Possiamo quindi boicottare la Casa Vacanze che discrimina.

Altre possibilità possibilità sono “segnalare l’episodio all’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni su www.unar.it” o “verificare se Casa Vacanza il CIUFO sia in regola con ogni permesso è possibile contattare il Comune di Ricadi allo 0963/66300”.

La petizione di AllOut a Booking.com

Un’altra petizione è stata lanciata nelle scorse ore da Arcigay Napoli sulla piattaforma All Out.

Su Booking.con la Casa Vacanza Ciufo non è più disponibile

In questo caso si rivolge direttamente a Gillian Tans, Amministratore delegato di Booking.com, sulla cui piattaforma era offerta la struttura calabrese.

“Questa settimana – si legge nell’appello – una coppia gay si è vista rifiutare un alloggio ospitato su Booking.com. La ragione? Il proprietario non accetta gay e animali.

Chiediamo che Booking.com rispetti le proprie condizioni di servizio, che rimuova l’alloggio dal proprio database e che rinnovi pubblicamente il suo impegno contro tutte le discriminazioni

L’episodio calabrese diventa, quindi, l’occasione per chiedere a Booking.com una presa di posizione più netta contro l’omofobia, per altro già bandita dalle norme antidiscriminazione che regolano le condizioni di servizio della piattaforma.

“Secondo il proprietario, ‘la Casa Vacanza Ciufo è un’abitazione privata’ e quindi può decidere chi ospitare e chi no.

La struttura è su Booking.com uno dei servizi di prenotazione online più diffusi al mondo. Nelle loro condizioni di servizio è scritto a chiare lettere che gli alloggi ospitati sulla loro piattaforma non possono discriminare.

Se ci facciamo sentire in tanti, possiamo far sì che a Booking.com facciano qualcosa e mandino un chiaro messaggio contro l’omofobia nelle strutture da loro ospitate.

Puoi firmare e dire a Booking.com di non dare spazio all’omofobia?”