Cecenia, testimonianza shock in Senato

Incontro oggi in Senato con Igor Kochetkov, attivista del Russian lgbt Network: “In Cecenia, Kadyrov si comporta come Hitler, vuole purificare la razza dagli omosessuali”. Domani audizione alla Camera dei Deputati per Kochetkov e Guaiana di All Out.

Cecenia, testimonianza shock in Senato

“Per la prima volta dai tempi di Hitler il leader di una repubblica sovrana parla di pulizia del sangue della razza.” Lo ha detto oggi in Senato Igor Kochetkov, attivista del Russian lgbt Network raccontando le persecuzioni subite dalle persone omosessuali in Cecenia.  L’iniziativa è stata promossa dal giornale Pride Online insieme alle associazioni All Out e Certi Diritti e resa possibile dal Senatore Sergio Lo Giudice. Kochetkov ha commentato le ultime parole del leader ceceno Kadyrov, il quale ha dichiarato che la comunità internazionale può pure “prendersi” eventuali omosessuali in Cecenia, semmai esistessero, in modo da “purificare il sangue dei ceceni”.

LA TESTIMONIANZA

Il racconto di Kochetkov segue in maniera lineare l’iter dei peggiori regimi che la storia ricordi, disegnando uno scenario visto purtroppo varie volte:

il moralismo di Stato, portato alle estreme conseguenze, serve a legittimare e sostenere un potere autoritario e repressivo su tutti i fronti, un vero e proprio regime all’interno di un Paese che fa parte del Consiglio d’Europa.

“Nel 2007 – racconta Kochetkov – il presidente Putin ha attribuito al presidente ceceno poteri sostanzialmente assoluti, ingenti finanziamenti e immunità in termini giudiziari. Kadyrov ha potuto quindi avviare politiche autoritarie e repressive per imporre il ‘corretto stile di vita ceceno’ a tutta la popolazione. In nome di una ‘vita sana’, in nome della responsabilità delle donne cecene nei confronti dei loro figli, si è combattuta ogni minoranza e ogni presunta deviazione dalla retta via con la tortura. Ad essere torturate, ad esempio, sono state anche persone che facevano semplicemente uso di alcolici. Dopo l’emanazione della legge russa contro la ‘propaganda omosessuale’, Kadyrov ha scelto le persone omosessuali come capro espiatorio per la sua battaglia di ‘salute pubblica’. Lo ha fatto – spiega Kochetkov – perché pensava che nessuna voce si sarebbe levata in Cecenia a loro difesa e che le autorità russe li avrebbero coperti.

“NON ESISTONO OMOSESSUALI IN CECENIA”

Quando sono emersi i fatti denunciati da Novaya Gazeta, le autorità hanno negato l’esistenza di persone omosessuali in Cecenia e affermato che semmai ce ne fossero state sarebbero state uccise dalle loro stesse famiglie. Le torture sono state ordinate direttamente da Kadyrov. Come Russian Lgbti Network, abbiamo subito capito che non ci poteva essere azione legale da parte della Federazione Russa, quindi abbiamo immediatamente pensato ad una evacuazione.

Ad oggi, le autorità federali russe non hanno alcuna intenzione di avviare provvedimenti. Putin racconta di azioni intraprese, ma sono in realtà puro fumo negli occhi, perché la legge non prevede alcuna tutela statale in queste situazioni e l’unico sostegno per vittime, secondo la legge, dovrebbe provenire direttamente dalla polizia locale, cioè dagli stessi aguzzini”.

Al momento, la testata Novaya Gazeta ha documentato almeno 50 vittime e ha già fornito agli inquirenti i nomi di quattro persone omosessuali uccise dopo atroci torture, mentre almeno 120 persone hanno chiesto aiuto per fuggire dalla repubblica russa. Le autorità del Cremlino dimostrano in tutti i modi di voler coprire i fatti.

LA SITUAZIONE INTERNAZIONALE

Secondo Kochetkov, ricevuto in passato da Obama e più volte nominato premio Nobel per la pace, si tratta di un vero e proprio crimine contro l’umanità, come definito dalla Statuto di Roma della Corte Penale internazionale.

“La comunità internazionale – ha affermato in conclusione Kochetkov – dovrebbe essere già intervenuta, ma la federazione russa non ha mai ratificato il trattato di Roma. L’unico intervento possibile sarebbe quindi quello delle Nazioni Unite, ma la Russia stessa in quell’organismo ha diritto di veto.

In questo empasse, purtroppo, le autorità russe possono fare qualunque cosa nei confronti dei loro cittadini. Non esistono i mezzi per agire contro un regime totalitario che uccide la propria gente. I governi nazionali devono riflettere su cosa è possibile fare per spingere la Federazione Russa a cambiare rotta e a non ripetere questi crimini. Si tratta di reati e azioni che si possono diffondere a macchia d’olio in tutto il mondo”.

Alla nostra domanda sulle accuse di “fake news” rivolte a Novaya Gazeta, Kochetkov ha risposto:

“Ci sono le testimonianze agghiaccianti di chi ci sta chiedendo di fuggire e ci sono le minacce reali subite dal giornale. Le autorità russe stanno persino istigando le famiglie al delitto d’onore nei confronti delle persone lgbti. Ignorare tutto questo mi sembra lo stesso atteggiamenti nei confronti della Germania nazista degli anni ’30. In quell’occasione ci si accorse troppo tardi di quello che stava avvenendo”.

I COMMENTI

Presenti all’incontro anche Leonardo Monaco, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, che si è spesa direttamente attraverso un crowdfunding per organizzare il viaggio di Kochetkov, e Yuri Guaiana, membro dell’organizzazione internazionale All Out, recentemente arrestato e poi rilasciato a Mosca per la consegna della raccolta firme. Guaiana ha ricordato come il Governo italiano non abbia fatto pressione su Mosca, a differenza ad esempio della Germania.

“E’ nostro dovere tenere alta la guardia per facilitare le eventuali richieste d’asilo politico e far sì che il Governo prenda quanto prima una posizione di condanna chiara. Di fronte a fatti come questi non possiamo girarci dall’altra parte”.

A questo proposito, la Senatrice Alessia Petraglia (SI) ha proposto una mozione trasversale sull’argomento.

Tra i primi commenti quello di Rosario Coco, attivista e sostenitore della campagna “Noi esistiamo”, che ha ricordato la necessità di un impegno globale in tutti quei Paesi che ancora criminalizzano l’omosessualità, “affinché la lotta degli omosessuali ceceni venga letta come una battaglia per il diritto alla vita e all’identità in ogni parte del mondo e non una mera rivendicazione di minoranza”.

Intanto, grazie all’impegno delle associazioni, è proprio dall’Italia che sta partendo la prima azione parlamentare in merito a questa vicenda.

Nella giornata di domani 19 luglio, alle ore 14:30 avrà luogo l’audizione alla Camera da parte del Comitato per i Diritti Umani della Commissione Affari Esteri di Igor Kochetkov e Yuri Guaiana, che è stato possibile realizzare anche grazie all’impegno della Presidente Pia Locatelli.

L’incontro di oggi è stato ripreso da Radio Radicale: https://www.radioradicale.it/scheda/515015/commissione-diritti-umani-del-senato-audizione-di-igor-kochetkov