Ritrovata la tomba di Sergio e Bacco, i santi patroni degli omosessuali

Il rinvenimento nel nord Iran. Sarebbero stati legati sentimentalmente in vita

Ritrovata la tomba di Sergio e Bacco, i santi patroni degli omosessuali

Per secoli si è associata alla comunità Lgbti la figura di San Sebastiano, ma il suo non fu l’unico caso di santo indicato come patrono degli omosessuali. Solitamente si trattava di ‘coppie’, tra queste spiccano i santi Sergio e Bacco. Dei due militari romani che rifiutarono di celebrare il culto di Zeus e si convertirono al cristianesimo incorrendo in un terribile martirio, in questi giorni sono state ritrovate le spoglie mortali.

Il ritrovamento è avvenuto negli ultimi giorni all’interno di una chiesa cristiana-assira del IV secolo d.C. alla periferia della città di Urmia, capoluogo della regione del west dell’Azerbaigian, nel nord dell’Iran. Il martirio dei due soldati dell’esercito romano stanziati in Oriente avvenne in Siria circa 1700 anni fa, nell’anno 303. Per punirli del rifiuto di offrire sacrifici alla divinità pagana furono costretti a sfilare in abiti da donna subendo lo scherno dei commilitoni e della popolazione, pratica diffusa in alcune legioni durante l’impero di Diocleziano. In seguito, mentre Bacco sarebbe stato flagellato a morte a Barbalissa, Sergio sarebbe stato decapitato dopo avere dovuto camminare a lungo con i piedi trafitti da chiodi a Rusafa.

“L’eccezionale ritrovamento ha avuto luogo in una chiesa del IV secolo intitolata proprio ai santi Sergio e Bacco dove il loro culto si pratica tuttora essendo aperta ai fedeli”, racconta in un’intervista all’AGI lo scrittore e ricercatore Silvano Vinceti, presidente del Comitato e responsabile della ricerca sul proto-Cristianesimo in corso nella regione del west Azerbaigian. I lavori di riparazione di alcune crepe ha permesso il rinvenimento di una porta all’interno della quale, nell’antico legno dell’architrave sono state ritrovate le spoglie avvolte in una stoffa serica in ottimo stato di conservazione su cui è possibile leggere chiaramente un’iscrizione in aramaico antico. “Un anziano studioso del posto, uno dei pochissimi ancora in grado di interpretare l’idioma – dichiara Vinceti – è stato in grado di tradurla. La scritta afferma che si tratta dei resti mortali dei ‘Servi di Gesù’ Sergio e Bacco. Ed il sigillo apposto non ha soltanto la funzione di chiudere il tessuto, ma di sancire la veridicità di quanto affermato”.

Secondo le ipotesi – da altri reputate infondate – di alcuni studiosi tra cui John Boswell, a legare i due, oltre alla fede e al martirio subito, sarebbe un rapporto sentimentale. Di ciò si troverebbero alcune tracce nell’iconografia medievale che li raffigura spesso con le mani o con le aureole intrecciate quasi a volerne sottolineare il legame così come la descrizione di Sergio come “dolce compagno e amante di Bacco” in un antico manoscritto greco (“Passio antiquior Ss. Sergii et Bacchi”), molto tardivo di cui esistono però diverse edizioni con elementi non sempre giudicati veritieri. Proprio questo tipo di lettura, secondo cui la scelta della sfilata in abiti femminili sarebbe legata all’omosessualità dei due, il culto di Bacco e Sergio trova largo spazio in una parte del mondo gay d’oltre oceano, sia tra i cattolici che tra i greco-ortodossi.