Roma, violenta aggressione omofoba al regista Sebastiano Riso

“Una famiglia” di Sebastiano Riso è stato il secondo film italiano proiettato al festival del cinema di Venezia

Roma, violenta aggressione omofoba al regista Sebastiano Riso

“Sul viso, nello stomaco e all’altezza dello sterno. Sono stato colpito tre volte, e tre volte mi sento attaccato: come omosessuale, come regista e come persona”.

A raccontarlo è lo stesso regista Sebastiano Riso, vittima di un’aggressione nell’androne del palazzo dove abita a Roma. “Mi sento ferito anche come omosessuale perchè mentre mi colpivano, mi rivolgevano insulti omofobi”, ha raccontato ancora il regista del film “Una famiglia“.

Portato al pronto soccorso dell’Ospedale Fatebenefratelli, i medici hanno riscontrato una contusione della parete toracica addominale e un trauma allo zigomo con edema alla cornea con una prognosi 10 giorni. Indagini sono in corso per identificare gli aggressori: al setaccio le telecamere della zona.

Spiega Riso, che ha diretto il film Una famiglia, che si è sentito aggredito “Come regista e come persona perché quegli insulti facevano riferimento a tematiche affrontate nel mio ultimo film, come la possibilità per le coppie gay di formare una propria famiglia, e perché la violenza è stata esercitata contro la mia inclinazione a esprimere me stesso anche e soprattutto attraverso il mio lavoro. Nonostante la paura e la rabbia, che ancora provo a distanza di qualche ora, sono sicuro che continuerò a farlo, come e più di prima.”

Biografia

Sebastiano Riso nasce a Catania nel 1983.

Nel 2007 Riso ha fatto il suo debutto come assistente alla regia (I Vicerè) diretto da il regista italiano Roberto Faenza e poi nel 2008 nella serie televisiva Il bambino della domenica e alcuni episodi di Montalbano (La pista di sabbia e Ali della Sfinge). Nel frattempo, si è laureato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e ha diretto alcuni cortometraggi.

Nel 2006 è stato aiuto regista ed ha collaborato alla sceneggiatura del cortometraggio La vita di S. Marinella, con la regia di Elisabetta Villaggio e Carmine Fornari. Sempre nello stesso anno ha scritto e diretto il cortometraggio “Free Fly”, ambientato in un simulatore di volo Alitalia.

Nel 2007 Sebastiano Riso ha scritto e diretto il cortometraggio Uccal’amma, che è stato selezionato in numerosi festival. Non ha però interrotto il suo percorso di formazione professionale come assistente alla regia, collaborando anche con la fiction RAI “Il bambino della domenica”, con la regina di Maurizio Zaccaro[6].

Nel 2014, Sebastiano Riso ha diretto il suo primo film lungometraggio Più buio di mezzanotte con Davide Capone, Vincenzo Amato e Micaela Ramazzotti.

Nel 2017 ha diretto il suo secondo film lungometraggio Una famiglia con Micaela Ramazzotti, il cantante e attore francese Patrick Bruel, Fortunato Cerlino; il film è in concorso alla 74a edizione del Festival del Cinema di Venezia.

La Indiana Production, da parte sua commenta l’accaduto: “Siamo sconvolti e arrabbiati, per una tale violenza in Italia oggi. Il cinema è una delle forme più alte di libertà, questa aggressione è gravissima e non bisogna sottovalutarla. Siamo vicini a Sebastiano ferito nel corpo e nell’anima”. Anche Rai Cinema spiega che “Sebastiano Riso è stato vittima di un episodio gravissimo. Chi lo ha colpito ha commesso un atto di violenza fisica e psicologica che condanniamo fermamente. Crediamo che si sia trattato di un’aggressione contro la sua persona ma anche contro il suo lavoro con il quale ha affrontato un tema scomodo. Rai Cinema è accanto a Sebastiano e condivide il suo dolore e la sua amarezza”.

“”Siamo sconvolti e indignati – conclude Bim distribuzione – per la grave violenza che ha subito Sebastiano Riso, come persona, come omosessuale e come regista. Tutta la Bim gli e’ vicina con affetto e lo sostiene in queste giornate terribili”.

Una famiglia” di Sebastiano Riso è stato il secondo film italiano proiettato al festival del cinema di Venezia. In scena la storia di una coppia di genitori che fa figli per venderli. Un’alternativa illegale per superare le difficoltà nelle adozioni. Il regista racconta una storia, ispirata a fatti autentici, documentati con l’aiuto del procuratore di Grosseto, Raffaella Capasso. La pellicola è nelle sale dal 28 settembre scorso.
“Il mio film – dice il regista Sebastiano Riso – pone una domanda: che cos’è una famiglia? Una donna sola con il suo bambino, come nel manifesto, o due papà che vogliono diventare genitori, sono una famiglia? Per questo Una famiglia mi è stato necessario. La realtà è che esistono persone, il loro orientamento è un discorso a parte. Persone che si amano. E che magari vogliono avere un figlio. Ecco così che c’è una enorme richiesta e un conseguente mercato, anche illegale”.

Il film

Vincent (interpretato da Patrick Bruel) è nato vicino a Parigi, ma ha tagliato ogni legame con le sue radici. Maria (Micaela Ramazzotti), più giovane di quindici anni, è cresciuta a Ostia, ma non vede più la sua famiglia. Insieme portano un terribile progetto di vita, voluto da lui con lucida determinazione e da lei accettato in virtù di un amore senza condizioni. La protagonista è costretta a fare figli da vendere a coppie sterili per fare denaro. Fino a quando, restata ancora una volta incinta, capisce che potrebbe essere la sua ultima volta e pretende di avere finalmente la sua famiglia, il suo bambino.  Arrivata a quella che il suo istinto le dice essere l’ultima gravidanza, Maria decide che è giunto il momento di formare una vera famiglia. La scelta si porta dietro una conseguenza inevitabile: la ribellione a Vincent, l’uomo della sua vita. Ecco allora che si abbraccia da sola per farsi forza da quell’uomo che l’ha dominata, che è stato marito, amante, fratello, padrone, carceriere.

Nel cast del film coprodotto dalla Francia anche Pippo Del Bono, Ennio Fantastichini e Matilda De Angelis.

  • SCENEGGIATURA: Andrea Cedrola, Stefano Grasso, Sebastiano Riso
  • FOTOGRAFIA: Piero Basso
  • MONTAGGIO: Ilaria Fraioli
  • MUSICHE: Michele Braga
  • PRODUZIONE: Indiana Production Company, Manny Films, Rai Cinema