Asprilla, da calciatore a imprenditore di condom col sogno del sesso… in campo

“Qualcosa che non ho fatto ma che farei? Sesso al centro del campo, con tribune piene. Se la gente apprezza mi applaude, sennò mi tira pomodori”

Asprilla, da calciatore a imprenditore di condom col sogno del sesso… in campo

Per Faustino Asprilla, detto Tino, ex giocatore di fama, è arrivata una proposta hard dalla pornostar colombiana Amaranta Hank che lo vorrebbe come suo partner in un cortometraggio a luci rosse.

L’ex giornalista e scrittrice, all’anagrafe Alejandra Omaña, gli ha inviato la sua proposta di girare il video hard attraverso il suo account ufficiale Twitter e ha ricevuto il sospirato like dall’ex calciatore di Parma e Newcastle.

Asprilla è stato sempre invaso da proposte di produzioni hard per posare nudo o prender parte a film porno, ma ha anche spesso ricevuto proposte di matrimonio sia da donne che da uomini.

Quando segnava un gol faceva le capriole, era il suo modo di esultare e di dimostrare al mondo che lui non era come tutti gli altri. Dentro e fuori il rettangolo di gioco.

Faustino Asprilla, da bomber in serie A… a imprenditore di profilattici

L’ex attaccante del Parma e della nazionale col0mbiana, oggi 47enne, presentò l’anno scorso a Bogotà la linea di preservativi che porta il suo diminutivo del nome con il quale tutti lo conoscevano e chiamavano: “Tino“.

Asprilla è stato coinvolto in questo progetto da una casa farmaceutica, colpita da una foto scattata nel 1993 scattata dal Deporte Gráfico durante una partita amichevole tra Colombia e Cile, nella quale il calciatore mostrò letteralmente i suoi “attributi”. Da quel momento in poi Asprilla si conquistò la fama di sex symbol. 

La linea di condom è composta da quattro modelli, di cui uno al cioccolato e uno alla fragola.

“El tamaño sí importa”

Via Twitter, pubblicando una fotografia circondato da quattro splendide ragazze in topless, Asprilla lanciò un messaggio breve ma di sicuro effetto con il quale reclamizzava i suoi condom: “Le dimensioni contano”.

 Il “superdotato” della squadra

Sull’ex centravanti, infatti, circolavano indiscrezioni in quel di Parma: pare che fosse il giocatore più dotato dello spogliatoio come sostenevano i suoi compagni di squadra.

Gli eccessi, una sua costante

Amante, come diceva “della bella vita, delle macchine e delle belle donne” ma, soprattutto, amante degli eccessi. “L’indisciplina, senza soldi, non esiste”: disse un giorno.

Durante il periodo con la squadra dell’Università del Cile, un giorno nel corso di un allenamento fu protagonista di un curioso quanto delirante siparietto . Si mise a urlare ai compagni: “Non mi piace come state correndo! Più veloci, bastardi! Dobbiamo vincere tutto!” e sparò in aria tre colpi di pistola, tra il terrore dei giornalisti e l’ilarità della squadra.

Nel 1992, appena arrivato a Parma, comprò cento rubinetti e li spedì in Colombia a familiari e amici, per non dimenticare da dove era venuto.

Nell’aprile 1993, poche settimane prima della finale, sfasciò a calci un autobus, che da Bogotà portava verso la periferia, procurandosi un taglio di 35 punti di sutura.

Nel gennaio del 1995 fu fermato con due pistole nella sua auto, dovendo poi scontare sette mesi con la condizionale.

Nel dicembre del 1993, sempre all’epoca al Parma, ebbe una “rovente” relazione extraconiugale con l’attrice softcore Petra Scharbach e sempre nel 1993 posò nudo per una rivista colombiana, mentre il 19 aprile 2008 venne arrestato per aver sparato 29 colpi con un fucile R-15 contro le forze di sicurezza.

Il suo sogno proibito

Mitica fu una sua dichiarazione su un suo personale sogno nel cassetto dai contorni hot: “Qualcosa che non ho mai fatto ma che farei? Sesso al centro del campo, con le tribune piene. Che se poi la gente apprezza mi applaude, altrimenti mi tira pietre e pomodori”.

La passione per le auto

Aveva regalato al compagno di squadra, lo svedese Brolin, una Lotus, all’attaccante Osio una Porsche, al difensore Benarrivo una BMW Z1, al centravanti Melli un Mercedes S1600: “Quando a Parma andavo agli allenamenti mi sembrava di essere arrivato al parco macchine del palazzo Monaco di Pablo Escobar“.

Si ritiene soddisfatto della sua carriera

Dentro il campo è stato sempre un giocatore determinante, sempre molto apprezzato dalla tifoseria.

Molti pensano che la mia vita sia stata solo bere e donne, ma se guardate bene ho giocato 17 anni al massimo livello, e ho vinto nove coppe internazionali. Quando uno è considerato tra i quattro migliori giocatori al mondo, ci sono momenti in cui al giornalista non interessa più sapere come giochi, quanto segni: vuole sapere come vivi, con chi esci” tiene a precisare l’ex bomber colombiano.

Quello scivolone sul suo “colore della pelle”

Asprilla è nato a Tuluá, una cittadina nella Valle del Cauca, una regione occidentale della Colombia, in cui un terzo degli abitanti definisce se stessa come «afrocolombiana». Se il calcio si presentava come un volano di rara efficacia attraverso il quale far sì che i neri colombiani potessero essere riconosciuti come parte integrante della nazione, lui sembrava incarnarne il testimonial perfetto. Ma quando posò sulla copertina della rivista CROMOS, con il corpo per metà dipinto di bianco, il suo spot provocatorio «Sono stanco di essere nero» fu criticato per la sua incapacità di sfatare i pregiudizi razziali: arrivò addirittura a pensare che quella del razzismo potesse essere stata una discriminante importante nella sua esistenza.

La Fama del successo che logora

Sul finire della sua carriera l’amico di infanzia Victor Osorio «Caremonja», un copywriter di discreto successo nel mondo pubblicitario sudamericano, lo volle per uno spot della Sprite.

Nei trenta secondi di video lo si vede bere una bevanda, Fama, che però sputa non appena il regista chiama la chiusura del ciak: la fonte della fama, alla quale Tino Asprilla si è abbeverato per tutto il corso della sua carriera, alla fine può arrivarti al disgusto.

Dopo aver giocato anche con São Paulo (Palmeiras) e Rio de Janeiro (Fluminense) in Brasile, Cancún (Atlante) in Messico, Medellin (Atlético Nacional) in Colombia, Santiago (Universidad de Chile) in Cile e La Plata (Estudiantes) in Argentina, il 15 marzo 2005 annunciò il ritiro dal calcio, chiudendo la carriera con 331 partite e 112 gol nei campionati professionistici.