Sequestrato per oscenità il film Teorema

Il 13 settembre 1968 la Procura di Roma sequestra il film di Pier Paolo Pasolini con l’accusa di oscenità

Sequestrato per oscenità il film Teorema

Il 13 settembre 1968 la Procura della Repubblica di Roma sequestra con l’accusa di oscenità il film Teorema di Pier Paolo Paosolini.

Il film, scritto e diretto dallo stesso Pasolini e prodotto da Franco Rossellini e Manolo Bolognini, racconta di una ricca famiglia della borghesia industriale milanese che viene sconvolta dall’arrivo di un giovane ed enigmatico ospite.

Il ragazzo, taciturno e affascinante, riesce a sedurre la padrona di casa, la figlia, il figlio, la domestica e lo sesso capofamiglia. Un contatto non solo sessuale che riesce a squarciare il velo di ipocrisia che regge le relazioni della famiglia borghese, sconvolgendone gli equilibri con conseguenze imprevedibili.

La pellicola suscitò scandalo e venne accusata di oscenità, anche se ricevette persino un premio dall’OCIC – Office catholique international cinématographique.

La Procura romana motiva il sequestro «per oscenità e per le diverse scene di amplessi carnali alcune delle quali particolarmente lascive e libidinose e per i rapporti omosessuali tra un ospite e un membro della famiglia che lo ospitava».

Dopo un analogo provvedimento della Procura di Genova il processo contro Pasolini e il produttore Donato Leoni si apre il 9 novembre 1968 a Venezia (cui spettava la competenza territoriale). La richiesta del PM Luigi Weiss è categorica: distruzione integrale dell’opera e sei mesi di prigione a entrambi gli imputati.

Il 23 novembre 1968 il Tribunale di Venezia assolve invece Pasolini e Leoni dall’accusa di oscenità e annulla il bando del film.

Nelle motivazioni leggiamo che «Lo sconvolgimento che Teorema provoca non è affatto di tipo sessuale, è essenzialmente ideologico e mistico. Trattandosi incontestabilmente di un’opera d’arte, Teorema non può essere sospettato di oscenità».