Non ha violato il Regolamento ma “ci riserviamo di decidere”

si è tenuta ieri l’audizione contro Costantino Saporito, portavoce dell’USB Vigili del Fuoco, finito sotto accusa per aver partecipato in uniforme al Pride

Non ha violato il Regolamento ma “ci riserviamo di decidere”

Come annunciato si è tenuta ieri l’audizione in merito al procedimento disciplinare contro il vigile del fuoco e dirigente del Sindacato di Base di categoria Costantino Saporito che era finito sotto accusa per aver partecipato al roma Pride e ad alcune trasmissioni televisive con l’uniforme di servizio.

Dopo aver ascoltato la puntuale difesa di Saporito – che ha messo in evidenza come da nessuna parte il regolamento vieti l’uso per manifestazioni o iniziative sindacali dell’uniforme fuori dal servizio e l’assoluta disparità di trattamento tra questo e altri casi che sembrano adombrare un accanimento specifico contro il sindacato USB, oltre a vari vizi procedurali – il Prefetto, dott. Giovanni Bruno non ha potuto fare a meno di riconoscere “che dal caso in essere si evince una mancanza di normativa chiara e specifica nella materia oggetto di contestazione per i quali il signor Saporito è oggi qui presente”.

Appare chiaro come nessuno possa essere punito in mancanza di “una normativa chiara e specifica. Tanto più quando questa punizione andrebbe a comprimere diritti che invece chiari lo sono, a cominciare dal fondamentale diritto di manifestazione e libera espressione delle idee per proseguire con le norme dello Statuto dei Lavoratori.

E invece “il Prefetto, nel riservarsi per i tre casi che sono contemplati, evidenzierà al capo dipartimento e all’ufficio legislativo l’opportunità di regolamentare la normativa in esame per i casi disciplinari futuri”.

Come a dire che anziché chiudere, come apparirebbe ovvio, la contestazione, si riserva ancora una decisione nel merito. Non solo, nella decisamente impropria sede giudicante, esprime pure il parere di regolamentare (e quindi comprimere) la normativa in oggetto in modo da potere in futuro procedere più serenamente in casi disciplinari analoghi.

Insomma, anche se questo procedimento appare ormai sostanzialmente caduto per la banale mancanza della norma violata, l’amministrazione non rinuncia del tutto all’intenzione di mantenere un grado di pressione su Saporito e, anziché ammettere l’errore, sembra dire che ad essere sbagliato è rigolamento in base a cui avrebbero dovuto procedere e decidere.

Segue trascrizione integrale del verbale dell’audizione. Grassetti nostri.

L’audizione si apre alle ore 12.00 con la lettura delle contestazioni di addebito prot n°36146 in data 20/06/2017, n°39383 in data 04/07/2017 e n°48660 in data 28/08/2017, che qui si intendono integralmente richiamate.
Il sig. Saporito prende la parola dichiara quanto segue:

Io Costantino Saporito dichiaro sotto la mia responsabilità civile e penale di non aver mai violato il regolamento di servizio in uso al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Quanto mi è stato contestato fino ad ora è totalmente infondato e privo di alcun supporto normativo ed in palese violazione dei rapporti sindacali che devono essere fondati sul reciproco rispetto ed onestà intellettuale.

Oggi assisto, come lavoratore e come rappresentate sindacale, ad una personalizzazione dello scontro messa in atto dal Capo Dipartimento, Prefetto Bruno Frattasi, e dal Capo del Corpo Nazionale, ing. Gioacchino Giomi. Il diritto di sciopero, manifestazione e l’esercizio del conflitto sono strumenti garantiti per legge e sinonimo di libertà di espressione.

I fatti a me contestati omettono, palesemente, la verità. Il regolamento di servizio in nessuna delle sue parti vieta l’uso dei nostri DPI per manifestazione politica sindacale o altro similare. Si ricorda che tale regolamento è a disciplina della vita dei lavoratori in servizio e non prima o dopo la prestazione lavorativa. A tale supporto si ricorda che non esiste, ad oggi, la regolamentazione dei tempi e modalità di vestizione (tempo tuta) che darebbe la dimensione di come usare il vestiario in dotazione. Di contro si mettono in atto convenzioni su base regionale che in uniforme danno la possibilità di uso gratuito dei mezzi pubblici; condizione che va in contraddizione con quanto da voi contestato a me visto che nessuno, credo, abbia mai avuto, richiesto o è stato segnalato per mancata richiesta di uso dell’uniforme fuori dall’orario ordinario di servizio.

Il sottoscritto non ha mai indossato gli unici segni identificativi del Corpo Nazionale, i fregi per intenderci, durante qualsiasi circostanza che mi abbia portato ad esercitare la delega di tutela della classe lavoratrice che rappresento. Altresì noto con profondo dispiacere che “altri” invece abusano palesemente di fregi, uniformi e dotazioni operative con il benestare di questa amministrazione. Per tale violazione mi riservo di agire per le vie legali in quanto è inammissibile che si usi due pesi e due misure a secondo di chi si ha davanti. La legge e le regole devono essere bendate e imparziali non ad uso soggettivo.

Tale attacco palesa i presupposti per un azione di rivalsa ai sensi dell’articolo 28 Legge 300/70 (il cosiddetto Statuto dei Lavoratori. ndr.)  in quanto vi è un attacco mirato alla sola USB scomoda, a quanto pare, per la propria posizione conflittuale ed unica non firmataria del riordino.

Oltre ad innumerevoli vizi procedurali delle contestazioni a me inviate, la violazione dei termini perentori per il dibattito, la diversità di trattamento delle stesse pur trattando di fatti e situazioni infondate. Dimostrano l’inadeguatezza e la scarsa professionalità dello staff tecnico della direzione centrale delle risorse umane, ufficio V, nel trattare questi casi.

Quindi con il dovuto rispetto nella persona del direttore centrale delle risorse umane con cui non abbiamo mai riscontrato ostilità di sorta ma ne evidenziamo un buon dialogo al fine della tutela dei lavoratori il sottoscritto chiede l’archiviazione di tutti i miei procedimenti disciplinari che mi contestano un uso improprio dell’uniforme di servizio fuori dall’orario di lavoro.

Il Prefetto evidenzia che dal caso in essere si evince una mancanza di normativa chiara e specifica nella materia oggetto di contestazione per i quali il signor Saporito è oggi qui presente.

Il Prefetto, nel riservarsi per i tre casi che sono contemplati, evidenzierà al capo dipartimento e all’ufficio legislativo l’opportunità di regolamentare la normativa in esame per i casi disciplinari futuri.

La seduta si chiude alle ore 13.15