Addio a Edie Windsor, paladina per i diritti della comunità Lgbt

Grazie alla sua perseveranza in tribunale la Corte suprema aveva legalizzato quattro anni fa negli Usa i matrimoni tra coppie dello stesso sesso

Addio a Edie Windsor, paladina per i diritti della comunità Lgbt

Edith Windsor era diventata un’icona e un’eroina dei diritti degli omosessuali. Grazie alla sua perseveranza in tribunale la Corte suprema aveva legalizzato quattro anni fa i matrimoni tra coppie dello stesso sesso. La morte a Manhattan, aveva 88 anni.

Se vince Donald Trump – aveva giurato un anno fa – vado in Spagna in esilio“. Non lo aveva fatto, ma Edith Windsor ha lasciato presto la nuova America a guida repubblicana emersa dalle elezioni di novembre.

Nel 2007, a 77 anni, con la compagna di allora Thea Spyer, Edie era andata a Toronto, dove i matrimoni gay erano legali, per sposarsi. Thea, malata di sclerosi multipla, era morta due anni piu’ tardi lasciando Edie erede unica e con un conto in tasse di successione di 363 mila dollari. Se la Windsor fosse stata sposata a un uomo non avrebbe dovuto pagare tutta quella cifra, ma nel suo caso l’Irs, l’erario Usa, si era rifiutata di riconoscere l’esenzione del coniuge. Una battaglia storica Dopo aver pagato le tasse, Edie si era rivolta agli avvocati. Il caso era arrivato alla Corte suprema che nel 2013 le aveva dato ragione. La sentenza aveva creato il precedente necessario per la sentenza del 2015 che aveva legalizzato ne nozze gay su tutto il territorio nazionale. La vedova Windsor fece da apripista in quella che viene considerata oggi la decisione più importante della Corte suprema in materia di diritti degli omosessuali. Un verdetto storico, paragonato quanto a portata a quella di “Lawrence contro Texas” che nel 2003 aveva depenalizzato il sesso omosessuale.

La sentenza che la riguardava era limitata a 13 stati e al Distretto di Colombia, ma nel 2015 la Corte decise che questa apertura era riduttiva e stabili’ che i gay avevano diritto costituzionale a sposarsi in qualsiasi angolo degli Usa. Tra i tanti che hanno reso omaggio a Edie c’è stato l’ex presidente Barack Obama che le aveva parlato solo pochi giorni fa: “Il lungo viaggio dell’America verso l’uguaglianza è stato guidato da innumerevoli atti di perseveranza e alimentato dall’ostinata volontà di eroi tranquilli che difendono a voce alta quello che ritengono giusto. Pochi sono stati piccoli in altezza come Edie, e pochi hanno fatto una differenza tanto grande”.