“Shifting Ontologies of LGBTQ Space”: il lato gay della città

A Roma un incontro sulla spazialità della comunità Lgbt nelle diverse località

“Shifting Ontologies of LGBTQ Space”: il lato gay della città

La stagione dei Pride ha richiamato l’attenzione su quanto sia importante per la comunità Lgbt riappropriarsi dello spazio fisico, delle strade, delle piazze e dei parchi cittadini.

La spazialità pare essere un elemento imprescindibile per la piena affermazione dei nostri diritti e delle nostre identità. Lo spazio diventa sinonimo di visibilità, intesa quale condizione politica per le nostre esistenze e per la rivendicazione delle nostre battaglie, contro chi vorrebbe relegarci nella sfera del privato e della camera da letto: luce contro ombra, buono contro cattivo, pulito contro torbido.

Le dinamiche e le relazioni tra la città e le persone Lgbt sono molteplici e complesse.

Già nell’intramontabile “Priscilla –  la regina del deserto” (1994, regia di Stephan Elliott) si coglie la complessità e la stranezza di questo fenomeno: «Noi stiamo qui a prendercela con quella orrenda fogna della grande città. Ma in un suo strano modo è proprio lei che ci protegge.

Il massimo esponente in questo settore, Larry Knopp, docente all’Università di Washington Tacoma, verrà in Italia a presentare il suo studio pilota intitolato Shifting Ontologies of LGBTQ Space.

L’appuntamento è previsto per lunedì 11 settembre a Roma (luogo in via di definizione).

Knopp illustrerà i risultati preliminari del progetto che sta portando avanti insieme al collega Michael Brown. Il progetto propone una riflessione storica sul rapporto tra città e comunità Lgbt, analizzando i casi di quattro grandi metropoli statunitensi durante un periodo di circa cinquant’anni.

Centrale sarà l’analisi condotta sui “gayborhoods” o quartieri gay, analizzando come questi siano ricostruiti e narrati dall’opinione pubblica, come siano stati un luogo d’incontro e di aggregazione non solo per le persone omosessuali, ma anche tra omosocialità ed eteronormatività.