Omofobia, chiude la Vanity Dance Studio a Roma

Imma Battaglia: “La rinuncia alla propria passione è la rinuncia di una società intera e di una città in preda alla discriminazione e al degrado”

Omofobia, chiude la Vanity Dance Studio a Roma

L’escalation omofobia non si ferma nella Capitale: in un comunicato sulla propria pagina Facebook, la Vanity Dance Studio ha deciso di chiudere la propria attività dopo il raid teppistico, di chiara matrice omofoba e intimidatoria, che hanno dovuto subire Andrea Pacifici e Simone Panella nella loro sede in via Valmontone a Centocelle.

Ecco il loro comunicato

La Vanity Dance Studio chiude!
Dal primo giorno che abbiamo aperto purtroppo abbiamo avuto problemi con alcune persone, minacce… discussioni …inseguimenti … atti intimidatori… allagamenti … tutto documentabile! Con tutte le forze abbiamo cercato di andare avanti cercando di creare un clima familiare all’interno della scuola! Non abbiamo ancora avuto il coraggio di denunciare l’accaduto, oggi troviamo il coraggio di parlare. Queste sono le immagini di quello che abbiamo trovato nella nostra scuola giorni fa!
Mi auguro che non accada ad altri quello che oggi è accaduto a noi! Perché tutto questo credetemi fa veramente male!
Andrea & Simone

Molte le attestazioni di solidarietà arrivate a questa associazione che ha sempre promosso attività sportive e dilettantistiche in particolare nelle discipline legate alla danza. La scuola, diretta da Simone Panella con la direzione Artistica di Andrea Pacifici, è un vero centro di riferimento per molti ragazzi e ragazze amanti della danza e dell’attività sportiva.

“La notizia della scuola di danza imbrattata con insulti e vili epiteti è circolata nella notte sugli smartphone della comunità LGBT, svilita da un ultimo atto omofobo di cui sono vittima Andrea Pacifici, Simone Panella e tutta la Vanity Crew, gruppo di promettenti danzatori, creativi su tacchi vertiginosi, che poco più di un anno fa si è guadagnata la finale di Italia’s Got Talent. Noti per le loro doti atletiche e performative, il gruppo si è affermato più volte all’estero in competizioni create ad hoc dove hanno messo in mostra tutto il loro talento tecnico.

Trasferte sostenute anche dal Gay Village, che ha accompagnato i ragazzi a distanza e ha creduto nella loro professionalità, come ci hanno creduto le mamme dei bambini a cui Andrea ha insegnato per circa un anno nel suo luogo ideale, il Vanity DANCE Studio, creato apposta e con tantissimi sacrifici nella borgata di Centocelle, insieme al suo compagno di lavoro e di vita, Simone. “Non possiamo rimanere aperti. E’ pericoloso… Se mi davano una coltellata era meglio. Mi sembra tutto come un brutto sogno”, queste le poche parole che Andrea è riuscito ad esternare in pubblico, sotto quel post di denuncia partito su Facebook nella notte tra giovedì e venerdì e che in poche ore ha collezionato centinaia di condivisioni e sostegno.

“‘E’ impossibile per noi lavorare con uno stato d’animo del genere! In particolar modo per Andrea… Abbiamo paura e la cosa terribile è che non sappiamo con chi prendercela. Siamo chiusi in questo dolore e ci fa paura anche spiegare come ci sentiamo’, ed è con queste parole che Simone cerca di raccontare lo sgomento di quest’esperienza che non lascia indifferenti nemmeno Imma Battaglia e la manifestazione del Parco del Ninfeo, dove i ragazzi spesso sono stati protagonisti”.

L’indignazione di Imma Battaglia

“A Roma si è verificato ancora una volta un grave atto di omofobia, la Vanity Crew, la compagnia di ballerini e performer gay sui tacchi, vincitrice di innumerevoli premi nazionali e internazionali, che si allenava e insegnava anche ai più piccoli, presso il Vanity DANCE Studio, per diffondere la propria arte, ha subito per mesi dei vili attacchi omofobi in silenzio, fino all’imbrattamento delle mura della scuola… Questo è il motivo per cui la coppia di fondatori Andrea e Simone, ha deciso di chiudere la sua attività formativa. la rinuncia di un gruppo di giovani alla propria passione è la rinuncia di una società intera! E’ la rinuncia di una città ormai in preda al degrado culturale e morale, che è stretta in una morsa di ignoranza e grave discriminazione. Chiediamo di intervenire, non possiamo più tollerare il silenzio della Sindaca Raggi e della Giunta Capitolina. Chiediamo che si riapra urgentemente il tavolo delle associazioni per studiare un piano di intervento nella città e nelle scuole contro il pregiudizio, l’omofobia e ogni forma di discriminazione… e chiediamo immediatamente un incontro affinché venga restituito un luogo simbolico e importante a questo gruppo di giovani danzatori vittime dell’odio, perché possano perseguire la propria arte, e che soprattutto dimostrino che la città non rimane in silenzio di fronte ad attacchi discriminatori e violenti. Virginia Raggi: “Intervieni subito! Sindaca se ci sei, batti un colpo contro l’omofobia!”