Bisessualità: “Spesso anche la comunità Lg non ci riconosce”

Una nostra lettrice risponde all’articolo di Pride Online sulle tesi che circolano contro le persone bisessuali

Bisessualità: “Spesso anche la comunità Lg non ci riconosce”

Nei giorni scorsi un articolo sulla bisessualità pubblicato dal Pride Online ha suscitato un coro di dissensi sui social per aver riportato le alcune tesi che negherebbero la bisessualità come un vero e proprio orientamento sessuale o la interpreterebbero come un passaggio. Ma la bisessualità, come dimostrato in modo inconfutabile da studi scientifici, esiste. Proprio perché l’orientamento sessuale di una persona non è assolutamente legato al sesso o al genere del compagno o della compagna.

Informare i lettori sulle tesi che circolano non vuol dire quindi sottoscriverle. Per questo volentieri abbiamo raccolto il messaggio che ci ha inviato alla email di redazione una nostra lettrice:

“Salve, sono Penelope, una vostra lettrice bisessuale. Considerate le molte discussioni che il vostro articolo “Bisessualità: realtà o copertura?” ha scatenato, volevo dare il mio contributo sulla base della mia esperienza diretta.

Innanzitutto, ho apprezzato molto il vostro articolo “Anche noi bisex esistiamo”, dove ricordavate il coming out di Gianna Nannini del 2002, coming out che purtroppo rimase inascoltato da gran parte della comunità Lgbti. Sempre in quell’articolo denunciavate il fenomeno della “bicancellazione”, cui noi bisex siamo purtroppo sottoposti.

Ho letto con attenzione anche il secondo articolo, “Bisessualità: realtà o copertura?”. Mi sembra evidente che il giornalista che lo ha scritto non voleva esprimere giudizi sulla esistenza o meno delle persone bisessuali o intendesse sostenere le tesi che ci danno per confusi/e o omosessuali repressi/e o altro ancora. Piuttosto rappresentare le solite voci che circolano sulla bisessualità. E la domanda è: era proprio necessario?

Nell’articolo si parla anche del fatto che alcuni omosessuali fanno coming out dichiarandosi bisessuali perché è più facile che siano accettati. Ehm no, non è così. Consiglierei all’articolista, di cui apprezzo lo sforzo di parlare di bisessualità, di prendere una birra o un caffè con un po’ di persone bisessuali e intervistarle, sentire da loro le difficoltà del proprio coming out, e del vivere apertamente la propria bisessualità, spesso con parte della comunità Lgbti che ti pensa una persona inespressa, incompiuta, che si reprime; che vede come un tradimento quelle volte che scegli un partner dell’altro sesso rispetto al tuo, nonostante tu non smetta di dirti bisessuale e nonostante tu non smetta di lottare per l’uguaglianza e per i pari diritti”.