18 luglio 1899

Muore Horatio Alger, nato il 13 gennaio 1832. Nel 1866 era dovuto scappare da Brewster, Massachusetts, inseguito dall’accusa di “familiarità innaturali con ragazzi”.
E’ stato uno scrittore statunitense, autore di più di 130 dime novels. Nonostante la sua ingente produzione letteraria, Alger non si arricchì mai con la sua attività di scrittore. Donò buona parte delle sue sostanze a ragazzi senza tetto, e qualche volta fu anche raggirato da coloro che intendeva aiutare.
Molte tra le sue opere sono descritte come storie che narrano il passaggio da una vita di miseria a una di opulenza, mostrando come giovani squattrinati riescono a realizzare il sogno americano e a raggiungere la ricchezza e il successo per mezzo di duro lavoro, coraggio, risolutezza e preoccupazione per gli altri.
È tuttavia più esatto dire che i tipici personaggi di Alger non conseguono una ricchezza estrema, ma piuttosto una condizione di sicurezza, stabilità e buona reputazione caratteristica della classe media; in altre parole, i loro sforzi sono ricompensati con l’ottenimento di un posto nella società, e non con una posizione dominante in essa. Alger è considerato una figura significativa nella storia degli ideali culturali e sociali degli Stati Uniti. All’epoca, i romanzi di Alger rivaleggiavano con quelli di Mark Twain in popolarità, e ancora oggi riscuotono un certo successo, nonostante si rivelino a volte un po’ troppo ripetitivi.

18 luglio 1899