Ius soli: lo scontro si infiamma sempre di più

I sondaggi rivelano che gli italiani non approvano la legge

Ius soli: lo scontro si infiamma sempre di più

È scontro sullo ius soli, la legge che permetterebbe ai bambini nati in Italia da genitori stranieri di ottenere subito la cittadinanza. Le discussioni sono state tante, tanti come gli anni passati dalla sua prima proposta. Ma il testo della legge è noto, così come le due tipologie proposte e i modi per ottenere la cittadinanza. Difatti, di ius soli se ne è parlato tanto, ma male. Al tema, Pride Online ha riservato molti articoli, nei quali vengono spiegati con termini semplici l’obiettivo di tale legge. Ma le forze politiche contrarie a questo testo, Forza Nuova in primis, gettano fango sul disegno di legge da mesi. E in Parlamento i lavori sono bloccati, dopo le ultime discussioni che, da pacifiche, sono diventate esempio di cattiva politica e mancato confronto, durante le quali la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli è anche rimasta ferita, fortunatamente senza riportare lesioni gravi.
Secondo i sondaggi, gli italiani sono contrari alla legge
 
Sono tre i sondaggi realizzati sullo ius soli. L’ultimo è quello di Euromedia, realizzato tra il 16 e il 17 giugno di quest’anno e pubblicato il 13 luglio. Secondo gli italiani, lo ius soli è da bocciare: solo un italiano su 3 risulta essere a favore, mentre il 60% circa pensa di essere ben informato sul tema. I dati però si possono leggere in una maniera meno pessimistica: il 42% degli intervistati pensa che non dovrebbe essere il governo Gentiloni a occuparsi della questione. Viene proposto, infatti, di posticipare la legge lasciando la “patata bollente” al nuovo esecutivo. Quindi, la proposta sarebbe quella di aspettare la primavera dell’anno prossimo, quando vi sarà la fine naturale della legislatura corrente.

Un po’ diverso il sondaggio eseguito da Ipsos il 26 giugno scorso. A differenza di Euromedia, però, Ipsos analizza anche il parere degli italiani in base alla tipologia di ius soli. Riguardo a quello puro, solo il 44% è a favore, il 54% è contrario. I favorevoli stanno tra le fila di Pd e quasi la metà del M5s (nonostante il No del leader del movimento Beppe Grillo) mentre i contrari si dividono tra Fi e Lega, oltre agli altri partiti minori. Cosa diversa per lo ius soli temperato, quello che sancisce che una persona diventa cittadino italiano se nato in Italia o arrivato nel Paese entro i 12 anni d’età, dopo un percorso formativo regolare per almeno 5 anni, concluso con la promozione. È il 51% ad essere favorevole, convincendo anche una buona parte di pentastellati, la cui percentuale favorevole arriva al 59%. Per gli altri partiti, le percentuali sono più o meno identiche.

Quasi stessi valori anche nel sondaggio Index, eseguito il 7 luglio per la trasmissione di La 7 “In Onda”. Il 52% si dice favorevole allo ius soli temperato, mentre il 55% è contrario a quello puro. Questo sondaggio, penultimo dal punto di vista temporale, rivela anche un importante dato: il 71,9% degli intervistati osserverà con attenzione il comportamento dei partiti durante la votazione della legge in Parlamento. Da questo, deciderà come votare alle prossime elezioni politiche.
Ma cosa succede ora in Parlamento? 
Dalle ultime dichiarazioni dei parlamentari, lo scontro sullo ius soli non si è ancora concluso. Dal centro-destra, Cicchitto (Ap) vede la votazione del testo come un rischio per l’esecutivo, che potrebbe non ottenere i voti necessari e aprire una crisi di governo. Un sostegno arriva invece da Mdp, per il quale Roberto Speranza annuncia il voto favorevole: «Lo ius soli è una legge di civiltà che garantisce diritti a troppi italiani oggi senza cittadinanza. La sosterremo con forza in parlamento».
A frenare sulla legge è invece lo stesso presidente del Consiglio Gentiloni, che prende tempo per racimolare più voti possibili e evitare una crisi. Si va quindi in autunno, lasciando raffreddare il tema nei mesi estivi. «Non ritengo ci siano le condizioni per approvare il ddl sulla cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia prima della pausa estiva», ha spiegato il premier in una nota.
I destinatari di questa legge, dunque, dovranno attendere. Ancora.