Infovaticana deride la comunità italiana: ”Neanche un tweet contro di noi”

Tra accuse e risposte negate, InfoVaticana attacca Pride Online e la comunità Lgbt

Infovaticana deride la comunità italiana: ”Neanche un tweet contro di noi”

InfoVaticana risponde all’articolo di Pride Online (http://www.prideonline.it/2017/06/29/lanti-lgbti-battere-cassa/) che  denunciava il sito per le sue frasi omofobe e i numerosi articoli con cui attacca sistematicamente l’intera comunità Lgbti.

Una risposta in cui ribadiscono i pilastri del loro giornale, dichiarandolo libero e indipendente, ma non rispondendo alle vere domande: sono veramente il mezzo di informazione della Santa Sede? Da dove reperiscono le loro fonti, utilizzate poi per la pubblicazione dei loro articoli?

Una sorta di Pontifex spagnolo, da tempo “ripudiato” dal Vaticano, dopo alcune dichiarazioni che nemmeno la Chiesa più antica potrebbe accettare. Una fra tutte, l’aver scritto che il cantautore Lucio Dalla (all’epoca appena scomparso) sarebbe mancato all’Italia per la sua musica, ma non di certo per l’uomo che era, riferito alla sua omosessualità.

“Questa pagina  (Pride Online. Ndr.) che attacca InfoVaticana per la ‘discriminazione della comunità LGTB’, invita i suoi lettori a unirsi in una campagna social contro un sito che va ‘contro la dignità e la libertà delle persone che sostengono il movimento LGBT’, lanciando l’hashtag #boicottainfovaticana.  Senza darci troppa importanza e nemmeno al fallimento di “boicotta InfoVaticana”- tantomeno con un semplice tweet contro di noi- dobbiamo solo ricordare qual è lo scopo di InfoVaticana, una delle pagine web di informazione religiosa più importanti di tutta la Spagna”, così risponde Infovaticana alla nostra denuncia, irridendo l’intera comunità. Dimenticando, però, che esiste il mondo reale in cui i giornali seri fanno informazione e dove lanciare un hastag è solo un gesto simbolico. L’importante è aver avvisato i lettori dell’esistenza di un luogo diffamatorio, impedendone la diffusione anche in Italia. Infatti, il polo editoriale che è dietro questo sito “indipendente”, ma di cui si nutre economicamente, ha da tempo registrato anche il dominio italiano infovaticana.it, che fortunatamente langue e non ha la stessa influenza di quello spagnolo.

Non solo, le crociate sanguinolente, l’”accanimento terapeutico” contro le altrui libertà appartiene proprio ai movimenti reazionari, non a quelli Lgbti, il cui unico intento è rivendicare diritti, non toglierli agli altri.

Duri attacchi contro l’omosessualità, insomma, anche piuttosto infelici. InfoVaticana si vanta di essere “paladino della libertà”, mancando di rispetto e offendendo senza mezzi termini. A dimostrare il loro cammino controcorrente – a favore di quel movimento conservatore che tanto piace ai partiti di centro-destra, agli amanti del bigottismo e a gran parte della Chiesa, la parte che «non si accorda alla politica di conciliazione voluta da papa Francesco» – hanno affiancato al testo del loro articolo di risposta una famosa foto dell’epoca fascista – nazista, in cui si vede un gruppo di persone mentre sta facendo il saluto romano, tranne uno. Quell’uno che va controcorrente, affrontando una “società corrotta”.

Ma lasciamo ai lettori il giudizio finale, riportando integralmente la traduzione dell’articolo contro di noi:

“La lobby LGBT attacca InfoVaticana in Italia

Senza attaccare il contenuto di Pride Online, e nemmeno il suo direttore, rifiutiamo le sue imprecise e non veritiere accuse, ricordando che InfoVaticana è un mezzo d’informazione libero e indipendente, cha ha l’intento di servire la Chiesa Cattolica e la società, essendo il giornale una cooperativa di verità che interessa la Chiesa, in particolare i laici occidentali nella difesa dei principi non negoziabili elencati da Benedetto XVI.

I pilastri di Infovaticana

Il nostro impegno è quindi la prima difesa della vita, dal concepimento alla morte naturale, la difesa della famiglia naturale, con la forte difesa del diritto dei genitori a scegliere l’educazione dei propri figli e una concezione della politica per il bene comune, senza perdere di vista la vera “Buona Notizia”, che ci riempie di speranza: Gesù Cristo.

La cristianofobia e l’ideologia del gender sono diventate due minacce sempre più crescenti, promosso con forza dal globalismo antinatalista. Per questo motivo, noi di InfoVaticana ci sforziamo di affrontarli, smascherare coloro che cercano di seppellire l’identità cristiana, espellere Dio dalla vita pubblica, manipolare la verità, restringere la libertà, strappando ai genitori la responsabilità per l’educazione dei propri figli. E non ridicolizzare e condannare coloro che difendono senza paura gli insegnamenti e le tradizioni della Chiesa cattolica.

Inoltre, non ci arrendiamo alla minaccia dell’Islam, che fa pagare i nostri fratelli cristiani come vittime quotidiane, perseguitati in Medio Oriente, Asia e Africa per essere fedeli a Gesù Cristo, per il silenzio e la passività dei Paesi occidentali.  Infine, si cerca di ridare speranza all’uomo misero e postmoderno, ferito e disorientato dalla morale occidentale, e per questo, oltre all’annuncio di Gesù Cristo, crediamo nell’efficacia delle testimonianze di coloro che hanno dato la vita per il Vangelo, promuoviamo i lavori culturali, libri e film, la creazione di controcultura, e noi diffondiamo i libri senza paura delle conseguenze, fedeli alla dottrina cattolica in mezzo alle vicissitudini della vita. Il nostro obiettivo principale è quello di continuare a raggiungere tutti coloro che già ci seguono, con libertà e coraggio che caratterizza la nostra mentalità e aumentare la nostra estensione, sia in spagnolo e italiano e altre lingue. Approfondire ulteriormente la denuncia di cristianofobica e la corruzione all’interno della Chiesa, il rifiuto di imposizioni totalitarie del movimento LGTB e sostenere i nostri fratelli, i cristiani perseguitati”.