Dati Istat: 5 milioni di italiani in povertà assoluta

I dati dell’Istat del 2016 segnalano cinque milioni di italiani in seria difficoltà economica

Dati Istat: 5 milioni di italiani in povertà assoluta

di Alessandro Bovo

Nel 2016, secondo l’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), in Italia ci sono stati quattro milioni e 742 mila persone in uno stato di povertà assoluta, pari al 7,9% dell’intera popolazione italiana. Il dato, nonostante la cifra spaventosa, non è inaspettata: sono ormai quattro anni che il valore rimane stabile, anche se la crisi finanziaria scoppiata nel 2008 sta pian piano scomparendo, facendo uscire il Belpaese da uno stato di disfacimento economico e sociale. Nel 2016, riporta l’Istat, l’incidenza di povertà assoluta è pari al 6,3%, un dato stabile rispetto gli anni passati. In termini di nucleo familiare, le famiglie in difficoltà sono un milione e 619 mila.

Come varia la povertà nelle regioni italiane

 L’incidenza di povertà assoluta (definita come il valore monetario di un paniere di beni e servizi di cui una famiglia necessita per sopravvivere) è maggiore nelle regioni del Sud Italia, dove il dato percentuale tocca l’8,5%. Anche il Centro non è da meno, che vede un 5,9%, valore aumentato rispetto agli altri anni. Il peggioramento, spiega l’istituto di statistica, é dato soprattutto da quegli individui e da quelle famiglie che risiedono in città con meno di cinquanta mila abitanti, le quali risultano fuori dalle maggiori aree metropolitane dove la possibilità lavorativa risulta minore rispetto ad altre zone. La situazione va meglio, ma non troppo, nelle regioni settentrionali, dove l’incidenza di povertà si posiziona al 5%.

All’aumento della povertà corrisponde una diminuzione dell’età del soggetto e il titolo di studio

 Dal 2012, anno in cui la crisi economica ha avuto il suo maggior impatto in Italia, si nota una strana relazione tra il valore di povertà e l’età del soggetto in questione. Difatti, tra i due vi è una relazione inversamente proporzionale: i soggetti più giovani registrano una difficoltà economica più alta. Le famiglie composte da almeno un individuo con 64 anni d’età, hanno un indice di povertà assoluta del 3,9%, che è anche il dato minimo. La cifra sale al 10,4% nelle famiglie con individui sotto i 35 anni.

Altro dato interessante è la relazione tra povertà e titolo di studio: come per l’età, anche il titolo di studio incide sulla povertà degli italiani. L’incidenza è dell’8,2% per i soggetti con la sola licenza elementare, del 4% per coloro che si sono almeno diplomati. Riguardo al tipo di mestiere svolto, il dato si aggira tra l’1,5% e il 3,7% per le famiglie con individui pensionati o con un ruolo di dirigente o semplice impiegato. Valore vertiginosamente più alto per una famiglia con un individuo che di mestiere fa l’operaio: 12,6%.

Anche l’incidenza di povertà relativa conferma: le famiglie giovani sono le più esposte

 Per povertà relativa si intende la misurazione della difficoltà economica di una persona o una famiglia in base all’area geografica di riferimento, al lasso di tempo preso in considerazione e al contesto sociale. Nel 2016 riguarda il 10,6% delle famiglie, ovvero due milioni e 734 mila famiglie, pari a otto milioni e 465 mila individui residenti in Italia. Rispetto alla povertà assoluta, l’indice relativo per le famiglie con una persona di riferimento sotto i 35 anni sale al 14,6%, il dato è la metà per le famiglie con individui sopra i 64 anni.