Dove ancora si muore per l’orientamento sessuale

Per capire fino in fondo il significato dei Pride, torniamo sulla mappatura mondiale dei diritti Lgbti

Dove ancora si muore per l’orientamento sessuale

Il centro di ricerca Pew Global Attitudes& Trends, riporta il termometro morale e sociale dei diritti della comunità Lgbti in almeno 40 paesi del mondo, fornendoci una mappatura globale delle nazioni più aperte e al contrario di quelle meno tolleranti.

 L’apertura Europea e il primato di Madrid

L’Europa, dalla ricerca compiuta, risulta avere un maggior grado di accettazione dell’omosessualità rispetto ad altri paesi del mondo. La Spagna è alla guida di tutti gli Stati , con Madrid, la sua capitale, quale punta di diamante, definita anche la capitale gay del mondo. E proprio quest’anno a Madrid si svolgerà il World Pride. La Spagna è seguita in ordine dalla Germania, dalla Francia, dalla Gran Bretagna e infine dall’Italia.  Gli italiani sembrano dimostrare apertura e accettazione tranne un 19% che ancora resta fermo in una zona di chiusura ed intolleranza.

 Il Sud-America zona di confine

La stessa apertura non è presente nei paesi sud-americani come Messico, Venezuela, Bolivia, El Salvador, Cile. Sono ancora frontiere, terre divise tra uguali diritti e zero tolleranza. La Colombia, a maggioranza cattolica, ha comunque legalizzato il matrimonio gay nel 2016 attraverso la Corte Costituzionale che ha stabilito che le unioni dello stesso sesso non violano la costituzione e il diritto al matrimonio deve essere garantito a tutti i cittadini.Anche se in Colombia fino al 1981 l’omosessualità era considerata un reato.Più avanzate l’Argentina e l’Uruguay in cui ci si può sposare dal 2010, seguite dal Brasile, dove nel 2013 i matrimoni omosessuali sono stati riconosciuti. Elmatrimonio entrepersonas del mismo sexo non esiste in Venezuela. In Ecuador, dove l’omosessualità era un crimine fino al 1997, nel 2009 si sono approvate le unioni civili. La Guyana è l’unico Stato sudamericano dove essere gay è illegale e ci sono condanne che vanno dai 2 ai 10 anni fino all’ergastolo. Comunque in molti paesi latino americani prima di giungere a un riconoscimento dei diritti Lgbti, essere omosessuale era equiparato ad essere un criminale. E’ a partire da fine 1800 fino ad oggi che il Sud-America ha iniziato una politica a favore dei diritti civili.

 I diritti ancora negati

Un recente rapporto dell’Ilga International Lesbian, Gay, Bisexual and Trans and Intersexassociation, fotografale aree in cui sussiste ancora una situazione di pericolo, discriminazione e condanna. In 75 paesi si finisce in prigione se gay. Le pene vanno dall’ergastolo alla pena di morte, come inMauritiana, Yemen , Arabia Saudita dove è prevista la lapidazione. In Malesia, Zambiae Pakistan è previsto l’ergastolo e fino a 15 anni di prigione in Angola, Kenya e Marocco.

L’Africa e l’Est Europa risultano le zone più omofobe. E il 45% degli africani vorrebbe che l’omosessualità sia considerata un reato. Il Ghana, Giordania, Egitto e Palestina insieme alla Cina sono paesi ancora dove l’accettazione è minima. Sempre in Cina i diritti per la comunità Lgbti non sono garantiti. L’adozione e la genitorialità è esclusiva delle coppie eterosessuali. Il cambiamento di sesso è illegale dal 2009 per i minori. Non esistono inoltre leggi e misure contro la discriminazione per  l’orientamento sessuale e l’identità di genere.