Sesso e disabili: basta tabù

Anmil lancia una campagna col supporto di Oliviero Toscani

Anmil lancia una campagna col supporto di Oliviero Toscani

In Italia i disabili sono 4 milioni.. L’Anmil, con i suoi 400mila soci, uno dei più importanti network del mondo della disabilità, lancia la sua campagna per avere una legge entro la fine dell’anno. E’ ormai evidente che anche le persone con gravi disabilità hanno normali esigenze affettive e sessuali, ma troppe volte sono impedite proprio dalla loro condizione o dal pregiudizio che ancora ammanta la nostra società. Questo è uno dei passaggi del manifesto della campagna sull’Assistenza all’emotività, all’affettività, alla corporeità e alla sessualità dei disabili a cui la Fondazione “Sosteniamoli subito” di Anmil dedicherà l’intero 2017 avvalendosi anche del supporto di un big della comunicazione come Oliviero Toscani. Una scelta importante, non era infatti scontato allineare una realtà che conta 400mila iscritti su un tema del genere. L’obiettivo è di portare a casa una norma che regolamenti la figura dell’assistente sessuale – spiega Bruno Galvani presidente della Fondazione. Essendo la sessualità uno dei modi essenziali di espressione della persona umana, il diritto di disporne liberamente è senza dubbio un diritto soggettivo assoluto, che va ricompreso tra le posizioni soggettive direttamente tutelate dalla Costituzione ed inquadrato tra i diritti inviolabili della persona umana che l’articolo 2 impone di garantire. A stabilirlo, ormai una trentina di anni fa, è stata la Corte Costituzionale. Un pronunciamento caduto nel vuoto.

Attualmente nei cassetti parlamentari stanno ammuffendo due disegni di legge in materia, sostanzialmente sovrapponibili: in Senato il numero 1442 presentato l’11 settembre 2014 da Sergio Lo Giudice (Pd) e alla Camera il numero 1443 presentato l’11 novembre dello scorso anno da Elvira Savino (Forza Italia).

Ma come e’ affrontata oggi la sessualità dei disabili? “Molto e’ a carico dei familiari e in particolare delle donne, le mamme e le sorelle, oppure si ricorre alla prostituzione, inutile negarlo. E proprio la paura, tutta politica, di liberalizzare in qualche misura il mercato dello lucciole secondo molti è la zavorra che impedisce il decollo dell’iter legislativo. Non nascondo che ci possano essere difficoltà a livello regolamentare – afferma il presidente Galvani – in effetti i Paesi in cui esiste una norma sugli assistenti sessuali, penso all’Austria, alla Svizzera, ma anche all’Olanda, sono quelli in cui le leggi sulla prostituzione sono meno restrittive, ma questo non può essere un alibi per negare un diritto.  Ritengo che sia assolutamente ingiusto che madri di 80 anni siano costrette alla masturbazione di figli di 50 con disabilità mentale. Non possono esistere donne che vivono questa violenza per la sola colpa di essere madri. Il 65% degli uomini con ritardo mentale usufruisce della prostituzione, ma sempre di nascosto. Certo e’ che se i love givers entrassero nei livelli essenziali di assistenza, il quadro cambierebbe”.