Russia, un supermercato vietato ai gay

Come German Sterligov stabilirà l’orientamento sessuale dei clienti all’entrata non è stato precisato: un’operazione mirata a denigrare le persone Lgbti

supermercato vietato ai gay

supermercato vietato ai gay

Un imprenditore russo, non nuovo a trovate pubblicitarie di cattivo gusto,  decide di inaugurare un supermercato vietato solamente ai gay. Come stabilirà l’orientamento sessuale dei clienti all’entrata non è stato precisato. Si tratta pertanto di una trovata non certo finalizzata ad un’operazione di marketing ma con il primario obiettivo di attaccare e denigrare la comunità Lgbti visto la sua risaputa posizione omofoba e discriminatoria: German Sterligov, l’oligarca russo tra i fondatori della Borsa di Mosca che a soli 24 anni aveva già costruito un vero e proprio impero finanziario con uffici e residenze tra l’Europa e gli Usa, ha infatti varato l’apertura dell’ennesimo supermercato con l’ingresso esclusivamente riservato ai soli eterosessuali. In ogni punto vendita della sua catena “Pane e sale” (possiede cinque panifici in Russia, tra Mosca e San Pietroburgo) ci sono le scritte “Vietato ai froci”: il termine usato è volutamente dispregiativo al posto della parola omosessuali. Alcuni hanno messo le foto postate da Sterlikov nei propri negozi, altri hanno messo cartelli simili. Alcuni utenti sono andati a fotografare appositamente le insegne dei negozi del magnate e le hanno ripostate su Vkontakte definendo l’iniziativa come più che appropriata. Una legge russa 2004 vieta la discriminazione sulla base di sesso, razza, e altre categorie, ma non include l’orientamento sessuale.

Sterligov, ultraortodosso, produce generi alimentari “bio”, fatti secondo le antiche ricette contadine russe, senza uso di sostanze chimiche né di ingredienti importati. I prezzi sono inaccessibili, una pagnotta di pane arriva anche a costare 12 euro e il prezzo è ben 30 volte superiore a un analogo prodotto, un litro di latte costa invece 8 euro. Un chilo e mezzo di carne di manzo stufata sfiora addirittura i 60 euro. Tuttavia i negozi attirano clientela, soprattutto fedeli ortodossi ultraconservatori. Ogni apertura di un punto vendita è stato accompagnato sempre da uno scandalo: a San Pietroburgo il magnate Sterligov è arrivato a bordo di un camion della Seconda guerra mondiale, come quelli che portavano i viveri alla popolazione affamata assediata dai nazifascisti. I camion transitavano solo nel periodo invernale sul ghiaccio del lago Ladoga, chiamato “La via della vita”. Nel suo discorso di inaugurazione definì “la via della vita” per la popolazione russa la sua catena dei supermercati. Ma non risparmia nemmeno scenziati e letterati. In un’altra occasione organizzò il concorso “Lancio di uova sui ritratti degli scienziati-ciarlatani”, tra cui Albert Einstein e uno dei più grandi scienziati russi nel campo dell’agronomia, botanica e genetica, Nikolaj Vavilov, morto in una prigione staliniana nel 1943. A giudizio di Sterligov, “sono stati questi scienziati-ciarlatani a ricevere premi Nobel per aver avvelenato l’intera umanità”.

Non solo: per il bene del genere umano bisognerebbe assolutamente “staccare l’elettricità sull’intero pianeta poiché senza l’elettricità non vi sarà alcun potere mondiale in quanto non ci saranno né comunicazioni, né internet ne alcuna infrastruttura e, la cosa più importante, cesserà l’estrazione dei minerali cioè cesserà la scomparsa dell’acqua nelle voragini (dei pozzi petroliferi)”.

Dell’arte cinematografica e della letteratura dice: “I film sono un male immane. Leggere i libri è un peccato: Leo Tolstoy era un dissoluto e sacrilego, Dostoevskij uno schizofrenico, i mariti delle donne che leggono Turgenev sono tutti alcolizzati poiché si fanno sottomettere dalle loro mogli. L’unica opera letteraria vera è la Bibbia”.

Insieme al fratello ha anche gestito un’agenzia di onoranze funebri, tempestando le vie di Mosca con gigantografie delle sue bare da vendere, accompagnate dalla scritta pubblicitaria: “È la tua bara. Ti aspetta nella nostra sede. Tutte le strade portano da noi. Onoranze funebri Fratelli Sterligov”. In seguito a molte proteste (anche scaramantiche) degli automobilisti e dei residenti, quella funesta pubblicità era stata rimossa dalle strade per ordine delle autorità.

Convinto anti-abortista, Sterligov lanciò nel 2010 una campagna mediatica contro l’aborto in tutta la Russia. Nel dicembre 2010, Sterligov ha inviato una lettera aperta a Vladimir Putin e Dimitry Medvedev, proponendo un suggerimento di vendere la Siberia e l’ Estremo russo est ad altri Paesi.

E pensare che dopo il 2010, a seguito del suo infruttuoso tentativo di essere un candidato alla presidenzadalla finanza mondiale e da uno stile di vita fatto di lussi sfrenati, aveva deciso di rinunciare alla ricchezza per ritirarsi in campagna con la moglie e i suoi 5 figli, prima di trasferirsi in Nagorno-Karabak (la mossa provocò la rabbia in Azerbaigian per questioni di confini territoriali), dichiarando alla Bbc ha detto che voleva fuggire “dall’atmosfera mercenaria, dall’invidia e dalla frenesia di Mosca” . La commissione Interpol ha poi riconosciuto la persecuzione di Sterligov da parte dell’Azerbaijan.