“A fianco degli omosessuali ceceni”: tavola rotonda al Senato per la Giornata contro l’omofobia

Con Luigi Manconi, Commissione diritti umani del Senato, Pia Locatelli, Comitato permanente sui diritti umani della Camera, Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli esteri e Fabrizio Petri, Comitato interministeriale per i diritti umani.

“A fianco degli omosessuali ceceni”: tavola rotonda al Senato per la Giornata contro l’omofobia

Si è tenuto ieri un convegno per la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia all’istituto di Santa Maria in Aquiro presso il Senato della Repubblica con Luigi Manconi (PD), presidente della Commissione diritti umani del Senato, Pia Locatelli (PSI), presidente del Comitato permanente sui diritti umani della Camera, Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli esteri e Fabrizio Petri, presidente comitato interministeriale per i diritti umani.  Moderatore d’eccezione il senatore Sergio Lo Giudice (PD).

A seguire la proiezione del film “Varichina. La vera storia della finta vita di Lorenzo De Santis” alla presenza dei registi Mariangela Barbanente e Antonio Palumbo.

Molte le personalità presenti tra cui la senatrice Monica Cirinnà (PD), il segretario dell’associazione radicale Certi Diritti Leonardo Monaco, il segretario nazionale di Arcigay Gabriele Piazzoni ed è, inoltre, intervenuto con un video messaggio dalla Cina il sottosegretario allo sviluppo economico Ivan Scalfarotto.

Pia Locatelli nel suo intervento ha definito una “vergogna” che la c.d. “legge sull’omofobia” giaccia in Senato dal 30 settembre 2013, evidenziando come le ragioni di tale “blocco” vengano individuate da parte di taluni senatori sul fatto che la riforma della legge Mancino ponga un limite alla libertà di espressione.
“Seppur l’omofobia sia espressione di singole individualità, evidenzio come anche le istituzioni, talvolta, possano essere omofobe” continua Locatelli sottolineando, altresì, che: “In 40% dei paesi del mondo (76 paesi del mondo) l’omosessualità è criminalizzata. Ciò desta stupore. In 13 di questi paesi per il reato di omosessualità è prevista la pena di morte. Quelli “più blandi” prevedono pene fino a 7 anni di carcere”, garantendo anche l’impegno del Comitato diritti umani da lei presieduto a seguire la questione delle persecuzioni degli omosessuali in Cecenia con l’intenzione non solo di sentire Yuri Guaiana (ringraziando Pride Online per aver seguito la vicenda), ma anche di avere testimonianze dirette di ceceni, di russi.

“Bisogna conoscere la realtà ed esercitare le dovute pressioni. Questo come Comitato è quello che possiamo fare” conclude la deputata.

Anche il sottosegretario Benedetto Della Vedova è intervenuto sulla Cecenia sottolineando come l’Italia faccia parte di quei 35 paesi che hanno fondato nel luglio 2016 la Equal right coalition e che nell’ambito di quell’organismo multilaterale ci si sta occupando della questione (è del 26 aprile la dichiarazione della ERC sulla Cecenia  “Noi, i sottoscritti membri della Equal Rights Coalition, rivolgiamo un appello pressante alle autorità federali russe, affinchè conducano un’inchiesta indipendente e credibile sulle voci di detenzione arbitraria, torture e assassini di maschi gay ad opera dei servizi di sicurezza e di altre autorità governative nella Repubblica di Cecenia. Qualora queste notizie si rivelassero credibili, esortiamo il governo russo a prendere le misure necessarie per garantire il rilascio di chiunque sia stato illegittimamente detenuto ed assicurare alla giustizia chiunque ne fosse responsabile. Queste misure sono in linea con gli obblighi internazionali di rispettare i diritti umani e con gli impegni presi dal governo russo di rispettare i diritti umani di tutte le persone. Co-firmatari Albania, Argentina, Australia, Austria, Belgio,  Canada, Cile, Estonia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Nuova Zelanda, Norvegia, Olanda, Repubblica Ceca, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera,  Ucraina, Uruguay”, ndr).

Il sottosegretario ha aggiunto che i diritti non hanno confini e che “Nell’impegno a proteggere e promuovere i diritti delle persone omosessuali c’è quello dell’essere a fianco degli omosessuali ceceni” … “Yuri aveva diritto a manifestare sulla piazza rossa!” afferma con nettezza.

Benedetto Della Vedova entra anche nella polemica innescata dalla mancata concessione del patrocinio al pride da parte del governatore della Lombardia Roberto Maroni e gli lancia un messaggio: “Quella non è la Lombardia, non è Milano. Il Pride si farà ugualmente”.