Bari a colori e in bianco e nero

Tra le mete del Meridione più gettonate, la Puglia merita senza dubbio una menzione speciale

Bari a colori e in bianco e nero

Tra le mete del Meridione più gettonate, la Puglia merita senza dubbio una menzione speciale. Che si voglia trascorrere una vacanza al mare o visitare città di indiscutibile valore storico-artistico, il “tacco d’Italia” si mostra pronto ad accoglierci.

Una visita alla città capoluogo può essere il primo passo verso la conoscenza di questa Terra cangiante, ricca di storia, arte e bellezze naturali.

Un viaggio a Bari in effetti può far nascere diverse considerazioni circa l’abito che la Puglia si sta progressivamente tessendo addosso. Quasi dovesse scegliere il modo in cui mostrarsi ai suoi visitatori, non solo italiani. L’aeroporto a pochi minuti dal centro, i numerosi traghetti di collegamento con i Paesi dell’Est Europa hanno reso la città una meta turistica sempre più conosciuta e apprezzata.

L’impressione lasciata da Bari, è quella di una città ancora incerta sul proprio ruolo. È come se oscillasse continuamente tra poli opposti: da una parte le forti tradizioni autoctone dall’altra la spinta verso il XXI secolo. D’altronde non necessariamente opposizione significa incomunicabilità.

La recente opera di bonifica del centro storico, la celebre “Bari Vecchia” che tanto timore suscitava fino a qualche decennio fa, è emblematica della volontà di cambiamento espressa dalla città e dai suoi abitanti. Proprio a partire dalle fondamenta storiche e popolari si vuole avviare la rinascita barese. È qui che sorgono rari gioielli: la Cattedrale, la Basilica di San Nicola, la Chiesa di San Marco, il Castello Normanno – Svevo. Una vera immersione nell’architettura romanica, così presente in questa regione, tra le sue strutture massicce, imponenti e la trasparenza merlettata dei rosoni. In questi vicoli stretti sembra scorrere un tempo diverso: signore intente a produrre manicaretti sulla porta di casa, chiacchere tra vicine da una finestra all’altra (rigorosamente in dialetto!), bambini che giocano in strada. Una splendida cartolina in bianco e nero.

Ma Bari muove anche in un’altra direzione. È qui che nel 2016 apre la prima Velostazione del Sud Italia, nei pressi della ferrovia Centrale: mobilità sostenibile a due ruote, con tutti i benefit annessi, per ridurre inquinamento e congestione stradale, sulla scia dei maggiori centri europei. È sempre il capoluogo pugliese ad ospitare il Bari International Film Festival, giunto lo scorso aprile all’ottava edizione. Un’ ulteriore preziosa occasione per coinvolgere i cittadini in attività culturali di respiro internazionale. Questi pochi, tra diversi, esempi lasciano sulla città tracce di colore sparse, disomogenee eppure presenti.

Forse Bari avrà modo di plasmare una propria identità, il suo abito per gli anni 2000. E come sempre, l’arte è in grado di mostrare ciò che le parole difficilmente figurano: il murale dello street artist Maupal, realizzato su una palazzina del lungomare barese, presenta il santo patrono Nicola in veste di ponte tra Est ed Ovest. Aldilà delle numerose suggestioni legate a temi così attuali quali le più recenti migrazioni, l’opera ha un ruolo fortemente simbolico. Svela una città tutt’oggi ancorata alle proprie origini eppure capace di riderci su, di ridisegnarle, questa volta a pieni colori.