“Ho molti amici gay”: viaggio nell’omofobia della politica

Presentato nella Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati il saggio di Filippo Maria Battaglia. Saluto introduttivo della Presidente Laura Boldrini

“Ho molti amici gay”: viaggio nell’omofobia della politica

Non tragga in inganno il titolo del libro: “Ho molti amici gay”, il saggio (edito da Bollati Boringhieri, pp. 136, euro 11) del giornalista Filippo Maria Battaglia, presentato oggi nella Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati alla presenza della Presidente Laura Boldrini con la direttrice di Sky Tg24, Sarah Ravetto, in veste di moderatrice,  in realtà denuncia il linguaggio omofobo della politica italiana dal dopoguerra fino ai giorni d’oggi.

Tra gli interventi citiamo quello dell’ex deputato Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay.

La palma dell’insulto omofobo in Aula può essere assegnata in occasione dell’aggressione nel 2008 ai danni del senatore udeur Nuccio Cusumano, nel giorno della caduta del governo Prodi: Cusumano come annuncia di votare la fiducia all’esecutivo, contrariamente alle indicazioni del suo partito, in Aula succede di tutto e di più. «Pezzo di merda, traditore, cornuto, frocio», gli urla il senatore Tommaso Barbato, prima di scagliarsi contro il collega. «Gli ha sputato addosso», giurano perfino alcuni presenti. Il senatore Nino Strano di An, invece, apostrofa Cusumano dandogli della «checca squallida». Cusumano sviene, viene soccorso e portato via in barella, la notizia fa il giro dei siti italiani e stranieri. Il senatore Strano cercherà poi di scusarsi definendosi un «esteta fottutoamico di travestiti, troie e gay».

Ma come dimenticare la sconcertante uscita di Alessandra Mussolini “Meglio fascista che frocio” pronunciata nel 2014 in diretta Rai durante la trasmissione Porta a Porta. Ma ad usare un linguaggio fortemente discriminatorio, accanto a i tanti esponenti di estrema destra e i più recenti leghisti, ci sono anche dei leader politici che hanno fatto la storia del partito comunista, come gli insospettabili Palmiro Togliatti ed Enrico Berlinguer.

L’autore spiega così l’intento del suo libro in questa “crociata omofoba della politica italiana”: «Quante volte abbiamo sentito la premessa “ho molti amici gay” per poi esprimere concetti di chiaro stampo omofobo.  La politica è solo lo specchio della società dove discriminazione e pregiudizio contro gli omosessuali sono ancora fortemente radicati. E’ come quando sentiamo la frase “non sono razzista, però..”. La cosa ancora più imbarazzante è quando gli onorevoli che usano espressioni offensive e omofobe invocano poi la libertà di pensiero e di opinione: è questo un trade union che lega destra e sinistra e anche i neo nati movimenti politici, perché la politica non è una cosa brutta, sporca e cattiva contrapposta alla società civile virtuosa, è proprio rappresentativa della società.

La Presidente Laura Boldrini nel suo intervento ha posto l’accento sull’urgenza di approvare, prima della fine di questa legislatura, il provvedimento contro l’omofobia: «Il Paese non può fare discriminazioni anche nel sostegno alle iniziative di una parte della cittadinanza: come terza carica dello Stato sono stata la prima a recarmi al Gay Pride di Palermo per testimoniare pieno sostegno ai diritti della comunità Lgbti. La legge sulle Unioni civili è stata una grande conquista, ma spero soprattutto che venga approvata, prima della fine di questa legislatura, un’altra legge importante, contro l’omofobia, che è ferma al Senato da tre anni e mezzo in Commissione Giustizia. Occorre procedere in fretta perché l’odio sta diventando inaccettabile nelle nostre relazioni, sia nella vita reale e sia in quella online. La qualità della vita delle persone dipende anche dalla libertà di poter affermare la propria condizione e lo Stato deve tutelare tutti i suoi cittadini, perché affermare i diritti di chi non li ha non significa privarli a chi già li possiede. Penso allora che i diritti possano crescere insieme, a patto che si agisca per la loro diffusione, per la loro affermazione e nella loro difesa una volta acquisiti».