Ragusa, ha abusato per anni della figlia della convivente

Ennesimo caso di violenza sessuale su bambini. Patologia o perversione? Risponde lo psicologo e psicoterapeuta Tullio Bonelli

Ragusa, ha abusato per anni della figlia della convivente

Solo qualche giorno fa l’ennesimo orrore. Un uomo ragusano abusava sessualmente della figlia della compagna, oggi quattordicenne, da quando la bambina aveva solo 10 anni. Con questa accusa, i Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Gip di Ragusa, nei confronti del 42enne italiano, indagato di atti sessuali con minorenne.

La cronaca

Le indagini, svolte anche attraverso una audizione protetta della vittima, hanno consentito di accertare che il compagno della madre aveva abusato di lei in più occasioni, minacciandola che se avesse detto qualcosa a qualcuno le avrebbe fatto del male. I fatti avvenivano con cadenza settimanale, fino al 2016, soprattutto quando la donna si allontanava da casa per fare delle commissioni.In alcune circostanze pare che il 42enne abbia abusato della bambina anche in presenza della mamma che, pur essendo in casa, non si era accorta di nulla perché era in bagno a farsi una doccia.
Poi la svolta. L’uomo aveva condotto la vittima in una casa di campagna non sua.  Il proprietario, rientrando, si era accorto di oggetti spostati e, pensando ai ladri, aveva controllato le registrazioni del servizio di videosorveglianza.  Vedendo la grande differenza di età fra l’uomo e la bimba, ha portato il filmato in questura. Da qui  il colloquio con la giovane e la sua ammissione di aver subito abusi da anni.

 

Dottor Bonelli quando si può parlare di vizio, perversione e quando di malattia mentale?

 Per la psichiatria bisogna distinguere tra parafilia e disturbo parafiliaco. La parafilia viene considerata anche come un interesse sessuale atipico e di per se non rappresenta una psicopatologia. Tra le parafilie troviamo ad esempio il masochismo, sadismo, il voyeurismo ed altri, tra cui la pedofilia. Il disturbo parafiliaco è invece considerato come disturbo mentale e passibile di cure appropriate. Il passaggio da interesse sessuale atipico, che socialmente potrebbe essere considerato come vizio o perversione,  a disturbo parafiliaco (disturbo mentale) è quando, oltre all’interesse sessuale atipico è presente almeno uno dei seguenti elementi: angoscia personale nel sentire o agire il proprio interesse sessuale. disagio fisico o psichico arrecato all’altra persona. comportamento sessuale agito su una persona incapace di dare un valido consenso

Questo caso rientra quindi nei disturbi mentali?

Più precisamente nel disturbo pedofilico che tra le parafilie è quello che suscita maggiori reazioni da parte dell’opinione pubblica. Si tratta di un disturbo mentale in quanto crea disagio fisico e psicologico alla vittima ed in quanto il minore non è in grado di dare valido consenso.

Quindi esiste uno stadio in cui il soggetto ha solo delle fantasie deviate prima di tradurle in atto?

Fintanto che si rimane a livello di fantasie erotiche sui bambini non si parla ancora di patologia ma di “interesse pedofilico”. La differenza tra questo interesse pedofilico e la patologia da disturbo pedofilico sta nel passaggio all’atto, ossia quando il soggetto agisce con il bambino il proprio interesse sessuale. La comunità scientifica internazionale si ferma qui con le definizioni, mentre io sono dell’idea che andrebbe introdotto il concetto di “gradi”. Ossia quanto frequentemente il soggetto ha questo pensiero. Tanto più è ricorrente tanto più il soggetto ha buone probabilità di tradurre in fatti la sua fantasia erotica. In questi casi bisognerebbe fare immediatamente ricorso alla psichiatria/psicologia in forma preventiva e anche per escludere gravi disturbi di personalità con una attenta valutazione psicologica differenziale.

Viceversa, se non si ricorre alle cure, vuol dire che esiste una precisa responsabilità da parte di chi compie gli abusi?

Si, certo. La persona che passa all’atto è cosciente di quello che fa, di violare le regole, ma non riesce a controllare gli impulsi e difficilmente chiede aiuto. Le persone con patologia mentale legataal disturbo pedofilico (alle parafilie)hanno il più basso indice di ricorso volontario alle cure, se non perché spesso costretti dalle leggi per avere sconti di pena.

 In quei casi si ottengono dei risultati?

Difficilmente, perché l’accesso a psicoterapie è molto basso e  perché la volontà è un elemento fondamentale. Inoltre nelle nostre carceri non hanno spesso strutture e specialisti adeguati e queste persone vengono lasciate così, alla propria mercé.

Possibile che i partner non si accorgano di niente?

Da parte del bambino abusato arrivano segnali precisi: cambio dell’umore, disturbi del sonno, aggressività o comportamenti incomprensibili, chiusura. Naturalmente questi segnali vengono decodificati dal genitore ignaro con il proprio sistema di interpretazione della realtà, che non è quindi oggettivo.  Sul comportamento del figlio vengono proiettate le proprie esigenze. Ad esempio, la paura di prendere in considerazione un fatto talmente grave, può portarti, in maniera automatica e totalmente inconsapevole, alla rimozione e a immaginare situazioni più abbordabili e più gestibili: avrà litigato con i compagni, avrà la prima cotta non ricambiata, i cambiamenti della crescita. Sono difese inconsce. Rari, infatti,  i casi in cui il partner è connivente e pienamente cosciente del dramma che si svolge.