Ministra Finocchiaro: «Il riconoscimento dei diritti non sono un attentato alla famiglia»

Intervento della ministra Finocchiaro alla settima edizione del Salone della Giusitizia in occasione del panel “Diritto e Sentimento”

Ministra Finocchiaro: «Il riconoscimento dei diritti non sono un attentato alla famiglia»

Intervenendo stamane alla settima edizione del Salone della Giustizia, nell’ambito del panel intitolato “Diritto e sentimento”, moderato dal direttore Rai Bianca Berlinguer, Anna Finocchiaro, ministra per i Rapporti con il Parlamento, ha dichiarato: «Il riconoscimento del sentimento che lega una coppia omosessuale, la formalizzazione di quel legame con l’istituto dell’unione civile saldano un ulteriore fortissimo anello di quel legame sociale alla cui debolezza in favore di egoismi e personalismi oggi tutti guardiamo con timore».

La ministra per i Rapporti con il Parlamento ha sottolineato la «straordinaria capacità espansiva» della Costituzione in tema di riconoscimento dei diritti, per cui il riconoscimento del differente orientamento sessuale non rappresenta «nessun attentato alla famiglia tradizionale, bensì diritto, alternativo a quello di sposarsi, di costituire una famiglia, diritto alla vita privata e familiare e divieto di discriminazione».

Se il riconoscimento dei “nuovi diritti”, in senso più ampio, passa prevalentemente per via giurisdizionale, Finocchiaro avverte del rischio che essi coincidano in tal modo con diritti assoluti. «Io trovo – ha spiegato la ministra – che questa sia una ragione potente perché essi siano regolati dal legislatore in accordo con le previsioni costituzionali nazionali e sovranazionali. Perché il legislatore accorto e sensibile costituzionalmente è in grado di garantire quel diritto bilanciandolo con altri diritti, dello stesso valore e tutelati da norme di identico rango».

Tra i relatori del dibattito, oltre ad Anna Finocchiaro, il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia, Massimo Luciani ordinario di Diritto costituzionale, Carlo Malinconico ordinario di Diritto dell’Unione europea e Gian Vittorio Cafagno presidente di Insignum. Sono intervenuti anche Guido Alpa presidente del comitato scientifico del Salone, Renato Rordorf presidente aggiunto della Corte di Cassazione e Filippo Patroni Griffi presidente aggiunto del Consiglio di Stato.

Il Salone della Giustizia dal 2009 ha goduto dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, del patrocinio del Ministero della Giustizia, unitamente a quelli di altri importanti dicasteri, in quanto i temi discussi non riguardano solo la giustizia amministrata nei tribunali, ma affrontano anche argomenti sulla tutela della salute, della famiglia e dei minori, dell’ambiente, del credito e del risparmio, sulla sicurezza alimentare, dei trasporti e informatica. Il Salone della Giustizia si distingue come particolare e articolata occasione di pubblico incontro tra avvocatura, magistratura, professioni e politica. Il principale obiettivo è quello di promuovere la cultura della legalità. In questi anni infatti sono stati coinvolti nei diversi convegni e dibattiti moltissimi studenti provenienti dalle scuole superiori e dalle Università.