Taiwan: in arrivo il matrimonio egualitario?

In Taiwan la battaglia per il same-sex marriage si muove su due fronti: quello giudiziario e quello legislativo. A giorni è attesa una sentenza della Corte Costituzionale sul tema

Taiwan: in arrivo il matrimonio egualitario?

Il Taiwan potrebbe essere il primo Stato asiatico ad introdurre il same-sex marriage. Il tema è stato dibattuto per decenni ma, finalmente, è oggetto di discussione in sede legislativa e giudiziaria nel Paese.

A giorni, infatti, è attesa la decisione della Corte Costituzionale, chiamata ad interpretare l’articolo 972 del codice civile (contenuto nella parte IV sulla famiglia al capitolo II sul matrimonio) che reca: “An agreement to marry shall be made by the male and the female parties in their own concord”, in maniera tale da includere anche gli accordi matrimoniali conclusi con la concorde volontà di due parti del medesimo sesso.

Quattordici sono i giudici costituzionali chiamati a decidere se tale articolo violi o meno la Costituzione della Repubblica di Cina (così viene chiamato il Taiwan) sotto il profilo del diritto all’uguaglianza e alla libertà matrimoniale. Il primo firmatario della petizione che ha attivato il procedimento dinanzi alla Corte è stato Chi Chia-wei, storico attivista gay che ha perseguito tutte le vie legali esperibili per il riconoscimento della sua unione dal 1980. “Perché la gente normale non può avere il permesso di fare cose normali?” ha dichiarato, aggiungendo, durante la discussione presso la Corte, di aspettare questo verdetto da “41 anni, sei mesi e 24 giorni”.

Il ministro della Giustizia Chiu Tai-san ha invitato la Corte a sostenere la costituzionalità dell’articolo 972, mentre la Presidente Tsai Ing-wen (prima presidente donna del paese), entrata in carica il maggio scorso, si è detta favorevole alla introduzione del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Anche grazie a quest’ultima si è attivato, lo scorso novembre, il fronte parlamentare.

Il 26 dicembre la commissione legislativa del Parlamento di Taiwan ha approvato in prima lettura un disegno di legge che modifica la normativa, togliendo il riferimento al sesso delle parti dell’accordo patrimoniale, inserendo solo la dicitura “due parti”. Ciò, evidentemente, permetterebbe alle coppie omosessuali di contrarre legalmente matrimonio.

Occorreranno, data l’opposizione delle forze politiche conservatrici, altre due letture (una per ulteriori negoziati tra le forze politiche e una per discussione e riesame) e il voto dell’assemblea generale. Chi sostiene il matrimonio omosessuale in Taiwan sottolinea l’importanza non solo della libertà matrimoniale, ma anche di ciò che ne deriva: il diritto a partecipare alle decisioni mediche inerenti il partner inabile, il diritto a rivendicare la proprietà comune, nonché i diritti di genitorialità (tra cui adozione e maternità surrogata) e parentali.

Il vento arcobaleno inizia a fischiare anche in Asia.