“Unire la città”, il 17 giugno arriva il primo Pride di Brescia

Oltre alle grandi rivendicazioni del movimento nel capoluogo lombardo si scenderà in piazza, per richiedere una maggior attenzione e iniziative nel campo della prevenzione e dell’inserimento lavorativo delle persone trans

“Unire la città”, il 17 giugno arriva il primo Pride di Brescia

Il prossimo 17 Giugno Brescia si aggiungerà alle numerose città che quest’anno celebreranno il loro primo Pride. Il colorato corteo sfilerà per le strade del capoluogo lombardo dietro lo slogan “Unire la città”. Un motto che, pur nella temporanea assenza di conferme ufficiali sul percorso della parata, già promette una manifestazione capace di connettere profondamente la città alle istanze della comunità Lgbti.

«Da anni ci muovevamo per partecipare ai Pride di altre città. Ascoltare i racconti di amiche e amici che già avevano organizzato cortei e eventi
ci emozionava tantissimo. Da un po’ di tempo era iniziato a crescere il desiderio di portare finalmente la parata a Brescia e quest’anno abbiamo sentito che era arrivato finalmente il momento» ci racconta Manuela Fazia, presidente di Pianeta Viola e portavoce della manifestazione.

Il comitato organizzatore è composto da Le Donne di Cuori, Pianeta Viola (due realtà lesbiche locali) e dalle Caramelle in Piedi, la Chiesa Pastafariana Italiana ed equAnime: ha già raccolto oltre 70 adesioni fra gruppi, partiti e associazioni e realtà anche non strettamente Lgbti. Un’apertura rivolta immediatamente anche alla città, con assemblee organizzative pubbliche accessibili a chiunque pensi che la diversità sia una ricchezza.

Manuela ci spiega come, già con lo slogan e la comunicazione, il comitato abbia voluto iniziare a costruire un Pride capace di creare relazioni e di allacciare ponti: «Un’occasione per interfacciarci con realtà idealmente vicine ma con le quali non c’era mai stato modo di collaborare» come i gruppi che operano in difesa delle donne, le associazioni che si battono per il rispetto dell’ambiente, chi si occupa di cooperazione e accoglienza dei migranti o dell’assistenza ai disabili, senza dimenticare il grandissimo apporto del mondo dello sport.

Oltre alle grandi rivendicazioni del matrimonio egualitario, delle adozioni, della legge contro l’omotransfobia, della lotta per la stepchild adoption, Brescia fa proprie alcuni temi particolarmente sentiti a livello locale come la richiesta di maggior attenzione e iniziative nel campo della prevenzione, dopo l’impennata degli ultimi anni di nuove infezioni da Hiv e alle Ist nella provincia, dell’accoglienza dei richiedenti asilo Lgbti e dell’inserimento lavorativo delle persone trans.

L’agenda del Pride bresciano è fitta di appuntamenti: ad aprile è previsto un incontro con Monica Romano che, con la collaborazione della Cgil di Brescia, farà proprio il punto sul rapporto fra persone trans e mondo del lavoro. A maggio ci saranno incontri su salute e prevenzione e accoglienza ai migranti, mentre a giugno è invece attesa una conferenza con la militante lesbica ugandese Kasha Nabagesera che racconterà cosa significa essere una attivista Lgbti nei Paesi dove l’omosessualità è ancora un reato. Il Circolo Arcigay Orlando, insieme a Famiglie Arcobaleno e ad Agedo, arricchirà il calendario ospitando il 4 maggio Monica Cirinnà in un confronto con Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, sulle nuove forme familiari. Il 9 Giugno, invece, sarà la volta di un incontro sulla laicità con l’europarlamentare Daniele Viotti, il senatore Paolo Corsini e Cristina Simonelli, presidente del coordinamento teologhe italiane.

Gli eventi ludici e le serate aiuteranno invece, tradizionalmente, a finanziare la manifestazione, insieme alle donazioni e al crowfounding con modalità presto disponibili, insieme al percorso della parata, sul sito ufficiale.