Muriel, dalla povertà al successo: una storia a lieto fine

Il calciatore della Sampdoria: «Oggi quando guardo il mio ingaggio mi rendo conto di essere un ragazzo fortunato dopo le difficoltà che ho affrontato nel periodo dell’infanzia»

Muriel, dalla povertà al successo: una storia a lieto fine

Luis Muriel è un calciatore professionista in forza alla Sampdoria nel massimo campionato italiano. Nato in Colombia nel ’91, prima di approdare nella Genova blucerchiata, ha giocato in Italia con le maglie di Lecce e Udinese. Attaccante di ruolo, ha già all’attivo in carriera 56 gol, di cui 5 con la nazionale colombiana. Per l’abilità nel dribbling, le doti da scattista e l’innato fiuto del gol e anche per effetto di una certa somiglianza fisica, è stato paragonato al Ronaldo brasiliano.

Ma la sua fama calcistica è una storia a lieto fine perché legata al periodo dell’infanzia e dell’adolescenza quando, per difficoltà economiche della sua famiglia, ha dovuto rinunciare a tante cose. Le parole di Muriel descrivono il suo percorso personale non solo come calciatore: «Oggi quando guardo il mio ingaggio mi rendo conto di essere un ragazzo fortunato dopo le difficoltà che ho affrontato nell’infanzia. Sono nato a Santo Tomàs e sono praticamente cresciuto giocando in strada dalla mattina alla sera.

Ho avuto sempre la passione per il pallone ma non avevo soldi per raggiungere il campo di allenamento. Mio papà faceva il tassista e non guadagnava molto. Così ho cominciato a vendere biglietti della lotteria e i dolci di mia nonna per acquistare i biglietti del pulmann. Appena iniziai a giocare promisi a me stesso di comprare un taxi nuovo a papà: è stata la prima cosa che ho fatto appena ho firmato il contratto con l’Udinese. A Genova ho avuto la fortuna di trovare casa sul mare. Quando mi alzo la mattina lo guardo e mi dà l’energia positiva per iniziare la giornata. Mi sento come a casa: non rinnego affatto la mia infanzia; conservo ricordi bellissimi anche se sono stati anni difficili ma mi hanno fatto crescere. L’arrivo in Italia mi ha fatto maturare come uomo e come sportivo, la nascita di mia figlia è stata la più grande soddisfazione della mia vita».

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