25 marzo, uniti per cambiare la Nostra Europa

In occasione del sessantesimo anniversario dei trattati di Roma, la Nostra Europa annuncia una tre giorni di mobilitazione a Roma per rilanciare il progetto europeo

verso il 25 marzo

Il 25 marzo i capi di Stato e di Governo dei Paesi dell’Unione Europea si riuniranno a Roma per celebrare l’anniversario della firma di quei trattati che 60 anni fa diedero slancio al sogno di integrazione europea. Un continente che si lasciava definitivamente alle spalle le due guerre mondiali, le dittature e i nazionalismi per aprire a una prospettiva unitaria di pace, democrazia, diritti e crescita.

Questa ricorrenza però cade in un momento difficile per l’Europa della Brexit, che vede crescere al suo interno tensioni e nazionalismi, paure e precarietà sociali, assieme alla tentazione crescente di rialzare quelle frontiere che negli scorsi decenni erano di fatto sparite.

Mobilitazione per un’Europa unita ma diversa

Oltre a due cortei antieuropeisti, ad accogliere i governanti europei ci sarà anche una grande mobilitazione sociale a sostegno del disegno europeo. Ma in polemica con le politiche di austerità e liberiste che la leadership UE ha portato avanti sempre più chiaramente da Maastricht in poi.

Una politica, secondo gli organizzatori – riuniti nella coalizione “La nostra Europa, unita, democratica, solidale” – all’origine dell’attuale crisi d’identità, e anche di popolarità, dell’Europa Unita, che rischia di spingere il continente verso i populismi razzisti e di destra, visioni nazionaliste o sovraniste.

“In occasione dei sessanta anni dalla firma dei trattati di Roma ci riuniamo, consapevoli che per salvare l’Europa dalla disintegrazione, dal disastro sociale e ambientale, dalla regressione autoritaria, bisogna cambiarla”. Così l’appello lanciato per la tre giorni di mobilitazione del 23-24 e 25 marzo, annunciata oggi in una conferenza stampa in piazza San Silvestro. “Un grande patrimonio comune, fatto di conquiste e avanzamenti sul terreno dei diritti e della democrazia, si sta disperdendo insieme allo stato sociale, a speranze e ad aspettative”.

Un fronte ampio, unitario, radicalmente europeista

Da questa preoccupazione e dal desiderio di un rilancio del progetto europeo attorno a nuove priorità sì è costituita la variegata e inedita coalizione sociale e politica della Nostra Europa, espressione di un fronte ampio, unitario, radicalmente europeista che raccoglie decine di organizzazioni, realtà, e forze politiche, da Arci al mondo dei sindacati, degli studenti e del volontariato, ai Federalisti europei, ai centri sociali, dalle Acli alla Casa Internazionale delle Donne.

Gli interventi durante la conferenza stampa in piazza hanno visto alternarsi esponenti della società civile (Cgil, Legambiente, i rappresentanti dei consumatori e dei contadini) dei centri sociali (Esc) – presenti con un appello centrato sulla Libertà di Movimento – e della politica (Rifondazione Comunista, Federalisti europei, Sinistra Italiana, L’Altra Europa).

Bolini: «Una scommessa necessaria»

«È una scommessa. È un impegno sociale, politico e direi persino etico-morale. Una scommessa difficile ma necessaria – è il pensiero di Raffaella Bolini, responsabile internazionale di Arci– Mentre i capi di Stato saranno impegnati nella celebrazioni, l’Europa rischia di disintegrarsi cadendo a destra, a causa del circolo vizioso innescato dalle scelte suicide della leadership europea. Politiche che hanno imposto l’austerità e il pareggio di bilancio, affamato interi popoli e classi sociali, distrutto il welfare, condannato alla disoccupazione milioni di europei e alla precarietà un’intera generazione di giovani nel continente più ricco del mondo».

Casa Internazionale delle Donna: “L’Europa che vogliamo”

La determinazione a riprendersi la parola sull’ “Europa che vogliamo”, in una prospettiva femminista, è ribadita dal documento diffuso proprio dalla Casa: “Unite e solidali rivendichiamo il valore di un progetto europeo di unità fondato sul riconoscimento e la valorizzazione delle differenze e rifiutiamo ogni appiattimento su standard neutri, definiti soltanto dall’economia. Forti delle nostre pratiche siamo convinte che questa Europa che rinnega diritti umani e differenza di genere è un’Europa che rischia di implodere e di morire. Ma la distruzione del progetto europeo sarebbe un disastro per le donne e in particolare per le più povere, per le più emarginate, come per tutti e tutte coloro che vivono in condizioni di vulnerabilità”.

Forenza: «Un’Altra Europa è possibile».

Molto nette le parole dell’Eurodeputata del gruppo della Sinistra GUE-NGL Eleonora Forenza: «Tre giorni importanti, articolati con una presenza di dibattiti, di flash mob, di mobilitazioni che ricorda la stagione del Forum Sociale Europeo in cui già dicevamo che un’altra Europa era possibile».

«La strada delle politiche di austerità – attacca Forenza – ha portato a una crescita della diseguaglianza sociale e del divario tra Nord e Sud Europa. Ma anche un aumento della xenofobia e dei populismi di destra».

Ancor più dure le critiche di Elenora Forenza ai documenti ufficiali per la celebrazione discussi in sede di Euro Parlamento: «Stupisce la totale mancanza di autocritica. Si rivendicano le politiche di austerità e addirittura una loro efficacia in termini di occupazione. Si rivendica un’assoluta continuità in tema di politiche sui migranti. L’accordo con la Libia in cui il Governo italiano ha una responsabilità clamorosa costringerà donne e uomini a rimanere prigionieri della situazione libica, dove spesso subiscono stupri, detenzioni illegali e torture. Questa è una ferita al diritto internazionale e ai più fondamentali ai diritti umani inferta con grande responsabilità del Governo italiano e del Consiglio europeo».

23-24-25 marzo: tre giorni per cambiare l’Europa

Insomma tra un’Europa dell’austerità e delle diseguaglianze e la disintegrazione del grande progetto unitario la Nostra Europa e i Federalisti europei non hanno dubbio. Questa Europa bisogna cambiarla per salvarla e per salvarci.

“Ci vuole un progetto di unità europea innovativo e coraggioso, per assicurare a tutti e tutte l’unico futuro visibile, fondato su democrazia e libertà, diritti, e uguaglianza, riconoscimento effettivo della dimensione di genere, giustizia sociale e climatica, dignità delle persone e del lavoro solidarietà e accoglienza, pace e sostenibilità ambientale”. Per fare questo diventa urgente “esigere istituzioni democratiche sovranazionali effettivamente espressione di un mandato popolare e dotate di risorse adeguate“. Il completamento di quella Europa politica fin qui assente.

Questo messaggio sarà declinato in una tre giorni ricca di iniziative, dibattiti e assemblee (molte delle quali si terranno alla Sapienza il 23 e 24 marzo) con ospiti internazionali del livello del premier greco Alexis Tzipras, e nei due cortei che sabato 25 alle ore 11:00 partiranno da Piazza Vittorio e Piazza Bocca della Verità per convergere al Colosseo.