Lotto Marzo: se la mia vita non vale mi fermo e non produco (video)

Nella Giornata internazionale della donna, anche Roma si mobilita con un corteo a sostegno dello sciopero generale della “produzione e riproduzione” femminile, lanciata dalla rete presente in 54 paesi del mondo “Non una di meno”

Lotto Marzo: se la mia vita non vale mi fermo e non produco (video)

Lotto Marzo. “Se le nostre vite non valgono noi ci fermiamo”, questo l’appello lanciato nel giorno della Festa della donna dalla rete “Non una di meno” e raccolto dai 54 paesi in cui è presente .

Otto i punti principali dello sciopero rivendicati dalle organizzatrici: risposta alla violenza attraverso l’autonomia delle donne; diritti perché senza non c’è giustizia né libertà; autonomia decisionale sul proprio corpo, salute e piacere; riconoscimento del valore della vita delle donne; libertà di muoversi o di restare; contrasto a qualsiasi frontiera: permesso di soggiorno, asilo politico, diritto di cittadinanza e ius soli.

A Roma quarantamila persone in corteo al Colosseo

A Roma, secondo una prima stima, in quarantamila hanno sfilato nel corteo partito dal Colosseo, tra donne, uomini, bambini e stranieri, a sostegno della mobilitazione internazionale contro ogni forma di discriminazione di genere, violenza sulle donne e sfruttamento femminile.

“Oggi e’ una giornata di lotta finalmente ci riappropriamo della storia, della tradizione di questa giornata, e siamo qui perché e’ stato convocato uno sciopero internazionale delle donne, una giornata in cui ci siamo astenute dal lavoro produttivo e riproduttivo in 54 paesi del mondo. Una giornata per far sentire il peso nella società, per far sentire quanto la nostra vita vale”, urla ai nostri microfoni Tatiana Montella, esponente della Rete Io decido, dalla testa del corteo.

Nella scia rosa fucsia spiccano i cartelli cui è affidata la narrazione della manifestazione: “Chi tocca una tocca tutte“, “Liberazione e’ rivoluzione“, “My body is my choise“, “La libertà delle donne e’ la libertà di tutti”, Odia il macho ama mucho”. Ma anche il nero è presente, quelle donne polacche che si sono battute per il diritto all’aborto.

La comunità LGBTI uniti dalla lotta al maschilismo

Non mancano, poi, le bandiere arcobaleno. Tante le presenze maschili Lgbti, solidali con la lotta alle discriminazioni, ai linguaggi sessisti e alla misoginismo imperante.
“La battaglia delle donne è anche la nostra”, afferma Rosario Coco, portavoce di Anddos, Associazione nazionale contro le discriminazioni da orientamento sessuale. “Le discriminazioni hanno tutte lo stesso dna, i diritti sono una questione che riguarda tutti e tutte, quindi dobbiamo dare sostanza a questa battaglia, perché ricordiamoci, uno dei pilastri dell’omofobia è proprio il maschilismo”.

“Voglio sentirmi vicino a quella metà di popolazione che è più discriminata della metà di cui faccio parte io – rincalza Valerio Mezzolani, segretario nazionale di Gaynet – e poi ritengo che la presenza nelle occasioni importanti sia il punto di partenza fondamentale”.

Tamburi, pentole, balli e canti. Cartelli, maschere, abbracci, slogan. I presenti sembrano raccontare storie diverse, ma il grido di tutti, non ci sono dubbi e’ uno: stop a qualsiasi violenza femminile.
“Oggi e’ una giornata importante, più che una festa e’ un appuntamento storico spiega Marilena Grassadonia, presidente Famiglie Arcobaleno – un appuntamento dove c’è lotta, rivendicazione perché bisogna continuare ad andare avanti. La situazione delle donne in Italia non è tranquilla e quindi è inutile  che facciamo finta di niente, la realtà ci racconta altre storie”.

Una partecipazione massiva come non si vedeva da tempo tanto da spingere anche il presidente Mattarella a partecipare con una sua dichiarazione: “E’ una emergenza sociale tragica e inquietante. Promuovere e difendere le donne, i loro diritti, il loro lavoro significa aprire concretamente prospettive di pace”.