Martina Colomasi: «Farei la madre surrogata. La gpa etica esiste»

Sul tema della maternità surrogata e sulle ultime reazioni da parte di alcune femministe Pride Online ha intervistato la giovane avvocata siciliana, già presidente di Luiss Arcobaleno

Martina Colomasi: «Farei la madre surrogata. La gpa etica esiste»

L’avvocata Martina Colomasi è una giovane siciliana trapiantata a Roma, dove si occupa principalmente di diritto civile. Nel dicembre del 2015 ha rilasciato una videointervista su La7, nel corso della quale si disse disponibile a diventare la “madre surrogata” di una coppia (o di una singola persona) impossibilitata ad avere propri figli biologici. Pride Online l’ha intervistata per capire se, nonostante le mistificazioni e le demonizzazioni sul fenomeno, possa esistere una gpa etica.

Avvocata Colomasi, due anni fa si è offerta come “madre biologica” per un’eventuale surrogazione di maternità. Ne è ancora convinta?

Ovviamente confermo. La riflessione sull’argomento è partita da due fatti per me importanti. Il primo: non appena ho saputo dell’omosessualità di mio fratello, mi sono chiesta:”Se lui potesse aver bisogno, lo farei? Dargli la possibilità di realizzare un sogno, la possibilità di portare a termine un progetto di filiazione con qualcuno o anche da solo qualora lo desiderasse, lo farei?”.
E poi mi è capitato di pensare: “Perché per mio fratello lo farei e per altri no?”.

Il secondo: una delle mie più care amiche ha avuto dei problemi a rimanere incinta. Ho vissuto la sofferenza immane, a cui può andare incontro una persona e una coppia quando vorrebbe mettere al mondo un bambino e non ci riesce. Il gesto di donare è stupendo e “poco costoso” per noi donne se paragonato alla gioia che puoi dare alla famiglia e al bambino. Nove mesi non sono nulla a confronto.

Ha posto dei limiti o delle condizioni a questa tua scelta?

Sì. Vorrei prima avere una gravidanza mia, per capire come reagisce il mio fisico. Come libera professionista un’eventuale assenza prolungata dal lavoro mi nuocerebbe. Una “condizione”, se così vogliamo chiamarla, è che mi piacerebbe che venisse detta la verità al bambino affinché possa sapere quanto è stato desiderato e quanto i suoi genitori si siano impegnati a farlo venire al mondo.

Che ruolo avrebbe lei nella vita del bambino?

Premetto che non sono spaventata da un eventuale legame col figlio che possa nascere durante i mesi di gestazione. Sarei consapevole che quello non sarebbe “mio figlio”. Con lui instaurerei un legame, se possibile continuo ma non materno: è un altro tipo di rapporto.

Accetterebbe rimborsi spese o forme di pagamento per la sua attività di madre surrogata?

Non ho bisogno di soldi. Ho una posizione e un lavoro che mi soddisfano anche da quel punto di vista. In generale penso che un rimborso delle spese sia un atto dovuto, anche se io lo farei gratuitamente. Sarei ripagata dal gesto in sé. Non sono contraria, in linea di principio, a richieste di pagamento. Rientra nell’ambito delle libere scelte personali. Non c’è mica da scandalizzarsi. Nella vita di tutti i giorni, a vario titolo, ci vendiamo continuamente.

Cosa risponde a chi dice che una gpa etica non esiste?

Se ci riferiamo a certe femministe che hanno fatto alcune affermazioni di recente, sono sconvolta. Le femministe dovrebbero essere contro il patriarcato vero. Il pensiero che una donna possa dire no a una pratica del genere a favore, magari, di un’altra donna mi fa imbestialire. Bisogna capire che le donne possono scegliere. Alle femministe tutte dico: Battetevi per una regolamentazione. Solo quello può prevenire abusi e sfruttamento.

Marina Terragni, rispetto alla sentenza di Trento, evoca una “class action”. Da avvocata cosa ne pensa? 

Per la signora citata una comunità di donne si dovrebbe opporre alla sentenza di Trento che riconosce la genitorialità di due padri. Lo trovo grave e giuridicamente inattuabile. Movimentare il popolo contro una sentenza che valuta l’interesse di un bambino ad avere dei padri lo trovo assurdo. Penso che Marina Terragni dovrebbe fare il suo lavoro e non atteggiarsi a giurista.