Roma, sigilli allo storico Teatro dell’Orologio

Chiude dopo 37 anni di attività il multisala della Capitale, fondato da Mario Moretti. La motivazione è l’assenza dell’uscita di sicurezza, mai esistita

Roma, sigilli allo storico Teatro dell’Orologio

Nella notte del 16 febbraio la questura ha posto i sigilli al Teatro dell’Orologio per la mancanza di un’uscita di sicurezza. Lo storico teatro ha iniziato la propria attività nel 1982, grazie all’intervento dell’allora assessore alla Cultura, Renato Nicolini, diventando subito uno spazio conosciuto a livello nazionale e internazionale. Un vivaio di giovani sotto la direzione artistica di Mario Moretti, il fondatore (sostituito oggi da Fabio Morgan) assieme a Daniela Rotunno, e luogo di debutti importanti, fra cui si ricordano Flavio Bucci, Sergio Castellitto, Margherita Buy, Alessandro Bergonzoni, Lella Costa, Benedetta Buccellato, Lunetta Savino, Francesco Pannofino, Neri Marcorè, Alba Rohrwacher.

Il gruppo di lavoro, che gestisce il multisala di Via dei Filippini, ha commentato l’accaduto con una nota dalla quale traspare tutta l’amarezza per una decisione che arriva come un fulmine a ciel sereno dopo decenni di attività: «Sono venuti in otto, appartenenti alla polizia di Stato, ai vigili del Fuoco, all’ispettorato del Lavoro: non c’era niente fuori posto o sono 37 anni che siamo fuori posto. Hanno voluto controllare tutto. Era tutto in ordine, tranne ciò su cui non siamo mai stati a posto: l’uscita di sicurezza. Ormai lo sanno anche a Bucarest: il Teatro dell’Orologio non ha l’uscita di sicurezza. Noi ci abbiamo provato con uno sforzo economico e di energie non indifferenti. Siamo arrivati a tre metri dall’aprire quell’uscita, ma poi abbiamo trovato la storia e ci siamo dovuti fermare».

Il comprensibile sconcerto della compagnia Teatro di Sacco, che è stata fatta uscire dal locale al termine dello spettacolo “Combustibili”, apre la questione degli spettacoli che si ritrovano di punto in bianco senza teatro: una ventina erano infatti gli eventi previsti per la stagione 2017 fino a maggio.

La chiusura del Teatro dell’Orologio indebolisce sensibilmente l’offerta culturale della Capitale, già molto distratta e impoverita.  È vero che le misure di sicurezza sono di fondamentale importanza ma ci si chiede se non c’era altro modo per mettere in sicurezza la struttura o chiuderla prima dell’inizio della nuova stagione così da non vanificare il lavoro delle tante compagnie.

Esse si ritrovano improvvisamente senza spazio in cui lavorare mentre i soci e le socie del teatro si ritrovano con la chiusura d’uno spazio importante sia pure in nome del diritto alla sicurezza.