Tutti gli scioperi delle donne per l’uguaglianza di genere

In vista della giornata di grande astensione dal lavoro, fissata per l’8 marzo, Pride Online ha ripercorso l’iter delle mobilitazioni femminili in tutto il mondo. Dall’Argentina alla Polonia, dall’Islanda al Paraguay la protesta corale contro le violenze di genere

Tutti gli scioperi delle donne per l’uguaglianza di genere

Nell’ottobre 2016 in molti Paesi d’Europa e non solo si è assistito a numerosi “scioperi delle donne”. Disuguaglianza, lotta alle violenze di genere e ai femminicidi, discriminazioni, divari salariali. Questi i temi al centro di queste mobilitazioni.

Come non ricordare lo sciopero generale delle donne indetto in Polonia? Un’astensione “dai compiti di riproduzione e da quelli di produzione” nonché una grande marcia, lanciata con l’hashtag #blackprotest, per affermare con nettezza la contrarietà delle donne alla legge “antiabortista” che stava per essere votata dal Parlamento. Difatti, col placet della premier Beata Szydlo e del partito conservatore di Jaroslaw Kaczynski, era stata proposta  una legge sostenuta, altresì, dalla piattaforma popolare “Stop aborcjj” e dai fondamentalisti cattolici di “Ordo Iuris“. Questa legge prevedeva criteri ancora più restrittivi per accedere alla procedura di interruzione volontaria di gravidanza (che oggi sono limitate al pericolo per la salute della madre, a gravi malformazioni del feto, alla violenza) e addirittura la reclusione fino a cinque anni per la donna che abortiva. Le donne polacche ce l’hanno fatta e il Parlamento ha respinto a grande maggioranza il progetto di legge (352 voti contrari su 428 votanti).

Importante è stato lo sciopero delle donne indetto in Argentina dall’associazione “Ni una menos”: un’ora di astensione lavorativa e una grande manifestazione di piazza a Buenos Aires in ricordo di Lucia Pérez, ragazza 16enne stuprata, torturata, uccisa a Mar del Plata l’8 ottobre e divenuta simbolo dell’emergenza costituita dalle violenze legate al genere e dai femminicidi. Si stima che in Argentina vi sia infatti un caso di femminicidio ogni 23 ore. La manifestazione ha ricevuto il forte sostegno della ex presidente Cristina Kirchner e con l’hashtag #NosotrasParamos ha avuto un forte seguito sui social e non solo.

Anche le donne del Paraguay, dell’Uruguay e del Messico si sono unite alla mobilitazione e hanno manifestato in piazza il 19 ottobre.

Contro il “Gender pay gap” (divario retributivo di genere) le donne islandesi hanno invece scioperato e manifestato compatte nel giorno di Kvennafrì (24 ottobre) per denunciare le profonde differenze salariali rispetto agli uomini, ancora oggi presenti e diffuse (secondo l’Eurostat, infatti, le islandesi guadagnano il 17% in meno degli uomini).

Il loro esempio è stato seguito nel mese di novembre dalle donne francesi su iniziativa del collettivo femminista “Les Glorieuses” con una grande manifestazione a Parigi in Place de la République per denunciare il divario salariale del ben 15,1% rispetto agli uomini.

Anche le donne italiane non sono rimaste ai margini. Dopo la grande manifestazione di Roma contro la violenza di genere svoltasi a novembre, l’assemblea plenaria di “Non una di meno” (#nonunadimeno), tenutasi il 4-5 febbraio a Bologna, ha indetto uno “sciopero generale delle donne” per la giornata dll’8 marzo. Un’iniziativa importante, che si svolgerà in varie parti d’Italia per rimettere al centro la “questione femminile” con riferimento a welfare, politiche di genere, pari opportunità, lotta alle violenze (anche virtuali), diffusione di un “linguaggio di genere”.