Jump Lgbti, la campagna che rompe il tabù della sessualità dei disabili

Un’importante iniziativa per abbattere gli stereotipi e i muri discriminatori, che ancora circondano il mondo della disabilità. Pride Online, media partner dell’evento, ne ha parlato con l’ideatore Giuseppe Varchetta

Jump Lgbti, la campagna che rompe il tabù della sessualità dei disabili

Disabilità e sesso sono due tabù. Trattare del sesso per le persone disabili è un tabù ancora più grande. Come se le persone con disabilità non avessero una sessualità. Se poi la sessualità è anche omo, allora neanche a parlarne. Una rimozione dal discorso pubblico che in realtà ci riguarda tutti, tocca il rapporto che ciascuna e ciascuno di noi ha con il proprio corpo e con i timori a esso connesso.

Persino l’ironia non riesce a toccare questi temi. Un po’ per una sorta di timore reverenziale dal sapore politically correct, un po’ per ignoranza di fondo sulla questione.

Questa mancanza è stata fatta notare al comico Daniele Gattano, che aveva da poco proposto a Colorado un monologo sul coming out, da Giuseppe uno dei ragazzi del “Gruppo Jump LGBT – Oltre tutte le barriere”. «Ti va di ironizzare su di noi?».

Gattano ci pensa su e decide di prendere a cuore la causa. Così, dopo aver incontrato Jump, parte l’idea di questa campagna di comunicazione, condotta col fondamentale supporto tecnico dell’associazione culturale Nahìa e con la partnership di tante realtà associative. Anche Pride Online ha deciso di dare il suo contributo come media partner della campagna.

Per spiegarne meglio la logica e la genesi abbiamo parlato proprio con Giuseppe Varchetta, da cui è partita l’idea iniziale.

Cos’è il gruppo Jump?

«Jump si occupa del mondo Lgbti con disabilità, attualmente è animato da sei persone che si vedono tutti i mercoledì al Cassero di Bologna o presso il locale l’Altro Spazio. Uno spazio di confronto e autodeterminazione. Le persone con disabilità sono viste come persone asessuali, come se fossero dei bambini e questo è il primo stereotipo che vogliamo contrastare, anche con questo progetto. Poi ci battiamo per i diritti delle persone Lgbti, ma non solo. perché noi ci autodeterminiamo anche contro gli schemi convenzionali che la società impone alle persone eterosessuali». È possibile raggiungere il Jump anche attraverso il cell 349 6941664.

C’è una particolare discriminazione che come persone disabili e Lgbti subite all’interno della comunità Lgbti?

«Le persone Lgbti fanno parte della società in generale quindi è difficile avere vite sessuali e affettive ma bisogna impegnarsi prima per farsi conoscere. Ogni rapporto che ho avuto finora ho dovuto combattere, mi sono dovuto far conoscere prima. Però se uno si impegna riesce ad avere una vita normale come tutti gli altri. Io ho una vita normale. Anzi, mi considero fortunato ad essere omosessuale e disabile perché ho visto il mondo con occhi diversi».

Perché avete scelto l’ironia?

«Perché i comici non scherzano mai sulla disabilità, hanno paura a trattarlo perché non conoscono il fenomeno. Prima di fare il video Daniele ci ha incontrato e ci ha conosciuto. Se uno conosce può scherzare di tutto. Scherzare sulla disabilità è un modo per includere anche le persone con disabilità e non farle sentire diverse».

«Spero che questo video serva a far risaltare questa problematica sociale e a sfatare qualche stereotipo».