A Zagabria “L’amore resterà più forte dell’odio”

Migliaia di persone nella capitale croata hanno manifestato contro l’omofobia dopo l’attentato alla discoteca “Super Super” frequentata dalla comunità Lgbti

A Zagabria “L’amore resterà più forte dell’odio”

L’amore è e resterà più forte dell’odio”. Questo il titolo scelto a Zagabria dalle associazioni per la difesa dei diritti umani e dai rappresentanti del “Zagreb Pride”  in occasione della manifestazione dopo l’attentato nella discoteca Super Super”, frequentata dalla comunità Lgbti. Alla protesta hanno partecipato un migliaio di persone che si sono stretti attorno agli attivisti per dimostrare solidarietà e sostegno contro le discriminazioni da orientamento sessuale.

Ignoti attentatori, sabato scorso verso le ore 03.30 del mattino, avevano lanciato all’interno della discoteca del gas lacrimogeno quando la pista da ballo era ancora affollatissima. Si stima che al momento dell’attentato c’erano ancora 300 persone all’interno del locale. Sulla rampa di scale, che porta all’uscita, si sono precipitati molti dei presenti, seminando panico con spintoni e urla che hanno provocato cadute a terra. Fortunatamente nessuna vittima, solo intossicati e contusi durante la fuga verso l’uscita della discoteca.

Jelena Poštić, coordinatrice del Zagreb Pride (giunta alla 15° edizione), ha tenuto a precisare che «Questo attentato sembra proprio un rigurgito omofobo, visto che l’ultimo episodio minaccioso risale all’ormai lontano 2007 con un lancio di molotov e anche nel 2010 ci furono le ultime aggressioni ai manifestanti del Pride. Effettivamente però l’aumento dell’intolleranza si stava percependo, lo avevamo constatato nei commenti che riceviamo sui social network ed anche insulti direttamente recapitati alle nostre email».

 

Tra gli interventi sul palco dei manifestanti, molto apprezzato quello di Sandra Bencic del Centro di Studi per la Pace che ha affermato: «Questo attacco alla comunità Lgbti è solo uno dei sintomi di una società in cui l’elite politica è responsabile della creazione di un ambiente in cui vari gruppi violenti si sentono autorizzati ad attaccare coloro che hanno meno potere».

Nel corso della manifestazione sotto la critica delle associazioni sono finiti i rappresentanti politici della destra croata, a partire dal ministro degli Esteri Davor Ivo Stier fino alla presidente Kolinda Grabar-Kitarović, ma le critiche (e soprattutto i fischi della folla) non hanno risparmiato nemmeno l’ex ministro della Cultura Zlatko Hasanbegović.

«Ieri è stata attaccata la comunità Lgbti. Oggi potrebbe toccare ad un’altra minoranza etnica o religiosa» ha commentato su twitter il leader dell’Sdp Davor Bernardić.