Sindaci delle grandi città e temi Lgbti: Torino, Milano, Napoli

Dopo otto mesi dall’insefiamento Virginia Raggi non ha ancora incontrato le associazioni arcobaleno. Cosa hanno fatto invece a rigaurdo Appendino, Sala e De Magistris?

Sindaci delle grandi città e temi Lgbti: Torino, Milano, Napoli

Come abbiamo visto, la sindaca di Roma Virginia Raggi è finita nel mirino delle associazioni Lgbti per l’assenza di risposte  e di politiche su omofobia e transfobia. La richiesta di un incontro è stata semplicemente ignorata.

Ma come si sono mossi i sindaci di altre grandi città eletti o confermati assimene a lei nella stessa tornata di elezioni amministrative dello scorso giugno?

Chiara Appendino, grande impegno della sindaca 5 stelle di Torino

Il primo è più facile confronto possiamo farlo con Torino che ha visto la sorprendente affermazione della collega di partito di Raggi, Chiara Appendino.

Contrariamente a quanto avvenuto a Roma, Appendino ha addirittura scelto nelle file del movimento Lgbti cittadino, nella persona di Marco Giusta, il suo assessore alle Pari opportunità e alle famiglie (la non casuale declinazione al plurale è stata origine di immancabili polemiche).

La Sindaca ha personalmente partecipato al Pride cittadino e poi alla marcia del 20 novembre in occasione del TdoR.

Anche sulle unioni civili Appendino si è mossa rapidamente estendendo sin da subito tutte le procedure e anche i benefici per i dipendenti comunali del matrimonio alle nuove unioni. Sul fronte amministrativo ha mantenuto la continuità con le giunte precedenti, addirittura rinforzando con due nuove unità di personale il “Servizio Lgbt, da anni attivo in città, in modo da accrescere e estendere tutte le attività e in particolare la formazione nelle scuole e per i dipendenti comunali.

Il tavolo permanente di confronto sulle tematiche Lgbti ha prodotto un programma pluriennale che è ancora in discussione al Consiglio.

L’unica polemica che ha sfiorato la Giunta Appendino sui temi Lgbti è relativa al TGLFF, con la sostituzione dalla direzione artistica di Giovanni Minerba.

Beppe Sala, a Milano in  continuità con Pisapia

Già in campagna elettorale Bebbe Sala, candidato del centrosinistra a Milano, ha fortemente delineato il suo programma sulle tematiche Lgbti accogliendo le proposte pervenute dalle associazioni del territorio anche attraverso due incontri pubblici. Ha poi partecipato alla Festa nazionale delle famiglie, organizzato a maggio dall’associazione Famiglia Arcobaleno.

Da Sindaco appena eletto, Sala ha poi partecipato al corteo del Milano Pride, marciando per un tratto al fianco del suo predecessore Pisapia, con le cui politiche si è messo in piena continuità. Proprio sul pride cittadino, che negli anni scorsi ha conosciuto un grande sviluppo. l’amministrazione si è impegnata a garantire il massimo supporto. Il 5 agosto Sala è stato uno dei primi sindaci a celebrare un’unione civile.

Unico appunto che può essere mosso alla nuova amministrazione è stato lo scarso polso con cui è stata finora affrontata la polemica sollevata dai comitati di quartiere intorno alla movida gaia di Porta Venezia.

Luigi De Magistris, paladino dei diritti Lgbti a Napoli

Nei suoi anni da sindaco di Napoli, Luigi De Magistris è addirittura divenuto un paladino dei diritti Lgbti. Sempre in prima fila ai pride cittadini De Magistris ha istituito il registro comunale delle unioni civili, da subito trascritto i matrimoni omosessuali celebrati all’estero e poi anche gli atti di nascita esteri dei bambini con due mamme, senza il timore di ingaggiare duri scontri soprattutto col ministro dell’Interno Angelino Alfano che a più riprese ha chiesto l’annullamento di questi atti.

Alle ultime elezioni comunali, nelle quali De Magistris è stato riconfermato con una maggioranza schiacciante battendo gli avversari del centrosinistra e del centrodestra una folta pattuglia di candidati Lgbti erano presenti nelle liste che lo hanno appoggiato. I più noti Giuseppina la Delfa, già presidente di Famiglie Arcobaleno, e Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli.