Ospedaletto, il sindaco Saggese: «I fascistelli non ci fermeranno»

Scritte shock sulla targa del Comune campano: “Ricchioni pedofili”. L’atto vandalico è stato compiuto dopo alcune manifestazioni contro l’omotransfobia e la “juta dei femminielli” al locale santuario di Montevergine

Ospedaletto, il sindaco Saggese: «I fascistelli non ci fermeranno»

Secondo un’antica tradizione, risalente al 1256, la Madonna di Montevergine salvò due uomini, banditi dal loro paese a causa del vicendevole amore e condannati a morire di freddo sul monte Partenio. Motivo per cui “Mamma Schiavona” – come viene tradizionalmente indicata la venerata icona medievale – viene considerata la protettrice delle persone omosessuali e transgender. Ogni anno sono previste celebrazioni per rendere omaggio alla Madonna di Montevergine. In particolare, il pellegrinaggio, chiamato “juta dei femminielli”, che parte il 2 febbraio da Ospedaletto d’Alpinolo, piccolo Comune dell’Avellinese.

In tale occasione per l’Amministrazione comunale ha lanciato  una serie di iniziative per lanciare un messaggio di piena integrazione delle persone Lgbti. Un messaggio, però, che non tutti hanno fatto proprio, dal momento che il 3 febbraio il cartello toponomastica all’ingresso del Comune è stato imbrattato con la scritta “Ricchioni pedofili“. Un atto che ha suscitato lo sdegno delle associazioni campane e che ha spinto un attivista come Claudio Finelli a parlare di «necessità e urgenza di una legge ad hoc contro la violenza omotransfobica perché è evidente che i balordi, che hanno deturpato la targa, potrebbero presto aggredire e recare anche danno fisico alle persone Lgbti».

Per saperne di più, Pride Online ha intervistato Antonio Saggese, sindaco di Ospedaletto d’Alpinolo.

Sindaco, possiamo definire Ospedaletto D’Alpinolo il comune più “rainbow” d’Italia?

Fa parte della tradizione del nostro paese. Il 2 febbraio, il giorno della Candelora, c’è un pellegrinaggio molto particolare:  la “juta dei femminielli”, termine che nelle nostre zone indica delle persone omosessuali di aspetto effeminato. La Madonna di Montevergine – la “Vergine Schiavona”, così chiamata dall’incarnato olivastro della pelle – viene considerata per tradizione la loro protettrice. In considerazione di ciò persone Lgbti le rendono ogni anno omaggio. Il pellegrinaggio parte, appunto, dal centro del nostro Comune per arrivare al santuario. Inoltre, i pellegrini cantano e ballano al suono delle tammorre. Ricorrenza, questa, molto sentita anche da tutta la comunità. Per i cittadini di Ospedaletto d’Alpinolo è cosa consueta rapportarsi con persone omosessuali o transgender. Non le percepiscono affatto come “diversi”.

L’Amministrazione comunale di cui lei è a capo ha voluto dimostrare con azioni concrete questa integrazione nel tessuto sociale delle persone Lgbti con varie iniziative, tra cui l’apertura di un bagno “no gender”…

Certo. Il 29 gennaio in Piazza Mercato (il centro del commercio di Ospedaletto d’Alpinolo) abbiamo inaugurato il bagno “no gender”, un bagno unisex, neutro. È  una piccola cosa, sono 2 m² di bagno, accanto a quello degli uomini, delle donne e dei disabili.

Il 1 febbraio, invece, è stato convocato un Consiglio comunale “straordinario” per conferire la cittadinanza onoraria a Orlando Dello Russo e Bruno Di Febbo…

Sì, abbiamo deciso di conferire la cittadinanza onoraria a questa coppia originaria del nostro Paese, che sta insieme da 50 anni. Loro da anni sono impegnati sul tema dei diritti. È stata una cerimonia molto bella e molto commovente. La senatrice Monica Cirinnà, con noi in video conferenza, si è congratulata per le nostre iniziative e per la nostra sensibilità sul tema.

Il giorno successivo, il 2 febbraio, avete inaugurato una targa posta all’entrata d’Ospedaletto che testimonia il vostro impegno. La targa è stata posta sotto il nome del Comune e sotto l’ulteriore targa “Comune d’Europa”: come mai questa idea?

L’apporre la targa fa parte di tutte queste nostre iniziative. Le scritte sono importanti. Volevamo appunto testimoniare visivamente il nostro impegno. Come i Comuni scrivono “Comune deneuclearizzato”, così noi abbiamo voluto far scrivere “Ospedaletto D’Alpinolo è contro la omotransfobia e la violenza di genere”.

Altri Comuni potrebbero prendere esempio dalle vostre iniziative?

Altre amministrazioni come quella di Monteforte e di Avellino mi sono parse interessate. Non escludo che possano seguire il nostro esempio. Abbiamo, inoltre, avuto il sostegno  della presidente del Consiglio regionale D’Amelio e l’assessora alle Pari opportunità Marciani, che ci seguono e ci supportano.

Ritornando alla targa, non deve essere piaciuta a tutti. Che è successo?

Dei fascistelli nella notte del 3 febbraio hanno vandalizzato la targa scrivendoci sopra con delle bombolette spray “Ricchioni pedofili”. È assurdo associare pedofilia e omosessualità.

Che provvedimenti avete intenzione di prendere?

Abbiamo prontamente denunciato l’accaduto ai carabinieri. Se ci sarà un processo penale, ci costituiremo parte civile come Comune.

Che destino avrà la targa?

Per qualche giorno la lasceremo così. Questo scempio deve farci interrogare tutti. Poi la rimetteremo nuova.

Non avete timore che possano imbrattare pure una nuova targa?

E noi la rimetteremo di nuovo e poi di nuovo. Quello che c’è scritto sulla targa ci rappresenta e non ci sottrarremo a causa di questi atti di inciviltà.

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