Russia, depenalizzazione delle violenze domestiche verso l’approvazione

Per il presidente della Duma «è una condizione per creare famiglie forti». Ma le associazioni umanitarie attaccano: «È un disegno di legge nauseante». Convocata intanto per il 4 febbraio una manifestazione di protesta a Mosca

Russia, depenalizzazione delle violenze domestiche verso l’approvazione

In Russia la violenza domestica potrebbe non essere più reato. Alcuni giorni fa la Duma (uno dei due rami del Parlamento russo) ha approvato, in terza e ultima lettura, un progetto di legge per depenalizzare i “maltrattamenti in famiglia” declassandoli da reato penale a illecito amministrativo. Solo tre deputati hanno votato contro la proposta legislativa, che adesso aspetta l’ok del Senato e la firma di Putin per diventare effettiva.

Il disegno di legge, proposto dalla deputata Yelena Mizulina, prevede una sanzione pecuniaria fino a 30mila rubli (470 euro) o la detenzione per un massimo di 15 giorni a chi commettesse violenza domestica per la prima volta. Qualora l’atto fosse invece reiterato nell’anno, resterebbe un crimine punibile con due anni di carcere.

Il presidente della Duma, Vyacheslav Volodin, si è schierato con i promotori della depenalizzazione dichiarando come sia una «condizione per creare famiglie forti». Il disegno di legge vorrebbe porre l’accento sulla violenza commessa al di là delle mura domestiche creando però, di fatti, una condizione di vera e propria normalizzazione della violenza domestica.

Considerando quanto riportato dalla Bbc, i dati ufficiali sulla violenza domestica in Russia sono limitati. Ma le stime, condotte sulla base di studi regionali, suggeriscono che circa 600mila donne subiscono abusi fisici e verbali tra le mura domestiche. Ogni anno, inoltre, 14mila persone perderebbero la vita a causa delle violenze inflitte da mariti o partner con una media di circa 40 vittime al giorno.

La proposta legislativa, che Amnesty International ha definito «nauseante», sta creando un vero e proprio caso mediatico globale. Adesso è al vaglio dell’organizzazione Human Rights Watch, che ha invitato il Parlamento russo a respingere il documento in quanto «pericoloso e incompatibile con gli obblighi internazionali della Russia sui diritti umani».

Nel frattempo, tramite i social network, è stata indetta per il 4 febbraio a Mosca una mobilitazione contro l’iniziativa parlamentare. Si chiamerà «manifestazione per i valori della famiglia».