Ivan Cattaneo: “George Michael? Un Frank Sinatra degli anni ’90”

“E’ stato un raffinatissimo e dotatissimo cantante con una compositiva scrittura-song, quasi jazz mescolato al melodico più elegante possibile”

Ivan Cattaneo

Ivan Cattaneo

All’inizio della sua carriera conobbe personaggi di spicco della scena musicale britannica, da David Bowie a Cat Stevens, da Marc Bolan ai Roxy Music, partecipando attivamente agli eventi di quella Londra che negli anni settanta fioriva artisticamente: in due anni nella capitale londinese visse un’esperienza significativa per il suo percorso, una parentesi assolutamente all’avanguardia nel settore delle forme espressive multimediali, oggigiorno invece fin troppo abusate. Abbiamo voluto chiedere ad un artista poliedrico e geniale come Ivan Cattaneo delle riflessioni su quello che ha rappresentato George Michael nella scena internazionale e quanta innovazione possa aver portato al genere musicale. Lo abbiamo voluto chiedere proprio a quel grande innovatore della musica come Ivan Cattaneo, che ha sempre ritenuto riduttiva l’etichetta personale di cantante e cantautore.

Dalla tua competenza ed esperienza come definiresti il valore artistico di George Michael?

E’ stato un grandissimo artista. Per intenderci non uno che faceva album a catena, ne ha fatti pochissimi un po’ come Sade ma nessuno di sbagliato, erano tutti capolavori. Per intenderci persino il grandissimo Prince o l’irraggiungibile David Bowie a volte ( raramente ) sbagliavano album e facevano cose  un po’ di ripensamento o di transizione. Ecco George Michael mai.

Dagli Wham! alla carriera di solista: come valuteresti la sua maturazione artistica?

E’ stata una grande maturazione  dallo stile un po’ adolescenziale allo stile più  classico da cantante crooner , una specie di Frank Sinatra degli anni ’90.

Possiamo dire che nel suo genere soul sia stato anche un innovatore?

Forse innovatore  nel vero senso del termine no. Nel senso che non era,  rivoluzionariamente parlando, un precursore di generi come lo e’ stato appunto Bowie o Prince, ma è stato invece un raffinatissimo  e dotatissimo cantante  con una compositiva scrittura-song,  quasi jazz mescolato al melodico piu’  elegante possibile. E poi la sua bellezza, il suo sex-appeal,  la maestria e la raffinatezza dei suoi videoclips. Tranne Last Christmas dove il video è davvero imbarazzante , e banale e denota tutto il suo voler celare la sua omosessualità , tipico appunto del suo inizio di carriera.

Alcuni suoi colleghi britannici, tra i quali Boy George, Morrisey e anche Elton John, lo accusarono di vivere in modo ambiguo e conflittuale la sua omosessualità e con un coming out tardivo. Tu che ne pensi?

Forse le origini greche e il cattolicesimo  di famiglia  sono stati senz’altro grossi  fardelli e zavorre che hanno influito notevolmente al suo ritardo emancipativo. Ma poi col tempo devo dire che ha recuperato il suo Pride alla grande.

Quando ci lascia un personaggio di questo calibro, come ognuno di noi dovrebbe conservarne il ricordo non solo artistico?

Un personaggio cosi dovrebbe essere ricordato anche solo per  l’evoluzione di costume nell’ambito socio-culturale  dell’essere omosessuale oggi. Anche George Michael a modo suo ha fatto la sua differenza. Ma forse e’ balzato alla cronaca più per le sue trasgressioni  alcoliche e stupefacenti, che non quelle sessuali! Che non sono appunto trasgressioni ma  “normalita” di vita, finalmente dovuta!

La musica, in questo senso, quale messaggio può veicolare?

La musica e’ la forma più astratta e universale che si riavvicina più a quel nostro misterioso-interno che qualcuno chiama anima! La musica appunto come linguaggio  e come tutta la cultura  può essere davvero consolatrice e dare coraggio per aprire strade a nuovi  modi di vivere!

C’è una tua canzone che può avvicinarsi al messaggio di libertà  che ha voluto consegnarci George Michael?

Il  mio trascorso e’ assai diverso da George Michael :  io sin da subito nasco come cantante e uomo-gay in evoluzione e proiettato nel futuro per un nuovo modo di vivere la propria sessualità: questo è assolutamente constatabile e in Italia ero davvero l’unico solo dopo 35 anni si è aggiunto il buon Tiziano Ferro. E di questa mia certezza sessuale e di vivere, ne e’ appunto prova la mia canzone simbolo del 1980: Polisex.

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La carriera di Ivan Cattaneo

Dal suo primo album, Uosaei del 1976, un disco decisamente controcorrente per le formule musicali fino allora adottate, dimostrò subito la sua creatività legata anche ad altre forme di espressione artistica, non solo musicale, con un gusto sempre per la provocazione. Promotore della teoria artistica dei cinque sensi T.U.V.O.G.(tattouditovistaolfattogusto), si è occupato di anche di arte sperimentale, interessandosi di videoscrittura, happening ed allestimenti teatrali. A Milano gettò le sue basi della sua carriera, condividendo sogni e progetti nella sua casa con Patty Pravo e Giuni Russo. Nel Sanremo 1978 inventò il personaggio punk di Anna Oxa, fino ad allora sconosciuta al grande pubblico, che salì sul palco dell’Ariston per cantare Un’emozione da poco.

Il primo grande successo di Ivan è il singolo Polisex, destinato a diventare il suo brano più popolare di sempre, una sorta di inno dei cosiddetti alternativi degli anni ottanta.

Tra il 1981 e 1983 Ivan Cattaneo vende quasi un milione di copie: pubblica la cover 2060 Italian Graffiati (ricordiamo le rivisitazioni artistiche di Un ragazzo di strada, Una zebra a pois, Nessuno mi può giudicare), quindi come cantautore l’album Ivan il terribile, segue un’altra raccolta cover come Bandiera Gialla, ispirato dal conduttore televisivo Red Ronnie e dalla produttrice discografica Caterina Caselli in occasione dell’apertura a Rimini dell’omonima discoteca, con all’interno brani riarrangiati come Ban Bang, Sognando la California, Sono bugiardo, La Bambolina che fa no no no. Nel 2005 ha festeggiato i suoi trent’anni di carriera artistica con l’album Luna presente, con dodici brani composti da lui. Nel 2010 pubblica l’album 80 e basta!, una cover con brani degli anni ottanta molto conosciuti come Figli delle stelle (Alan Sorrenti), Ci stiamo sbagliando (Luca Carboni), Kobra (Donatella Rettore),  I maschi (Gianna Nannini) e Amore disperato (Nada). Nel novembre dello stesso anno entra nel cast musicale Jesus Christ Superstar.

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Nel 2011 prima la Warner Music Italia gli dedica un cofanetto di 5 cd contenente i cinque album che Ivan aveva inciso per la CGD (UrloDuemila60 Italian GraffiatiIvan il terribileBandiera giallaVietato ai minori) e poi la Sony Music gli dedica il digipack A qualcuno piace Ivan! contenente la ristampa in cd dei suoi primi tre album incisi per l’Ultima Spiaggia ed i singoli incisi per la stessa, fra il 1976 ed il 1978. Nel settembre 2015 la neonata etichetta Soter pubblica un doppio album tributo a lui dedicato per la sua quarantennale carriera: Un tipo atipico #tributoivancattaneo, dove ventinove artisti, fra affermati ed emergenti, rivisitano il suo repertorio d’autore. Parte del ricavato delle vendite viene destinata ai progetti di  Amnesty International.