Taiwan: nel 2017 il matrimonio egualitario

In discussione il sofferto cammino del ddl. Sarà il primo Paese in Asia a tutelare i diritti lgbt

Same-sex marriage Taiwan

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Taiwan, anche detta la Repubblica della Cina, sta per fare un grande passo avanti per i diritti egualitari. Se ne discute dal 2000 e forse nel 2017 vedremo anche in questo stato il riconoscimento tra persone dello stesso sesso. Il Partito Democratico Progressista, denominato Dpp,  con una riunione politica della dirigenza, ha sostenuto che un disegno di legge per legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso in Taiwan “passerà” nel 2017. Una buona notizia per la comunità lgbt taiwanese, che tutt’oggi vede riconosciuti solo in parte i propri diritti di cittadino con registri ad hoc. Se il disegno di legge, in discussione nel legislative Yuan, diventerà normativa, Taiwan sarà il primo stato in Asia a legalizzare i matrimoni tra persone omosessuali.

Il Paese è uno dei più progressisti in Asia per quanto concerne i diritti Lgbt, fornendo alcune protezioni e consentendo un riconoscimento molto limitato delle relazioni omosessuali. KerChien-ming, politico del Dpp e membro del legislative Yuan, ha osservato «Non ho preconcetti o discriminazioni alcune per quanto riguarda le persone omosessuali»  e «La proposta legislativa sarà discussa questo dicembre per poi passare nella pratica alla prossima legislatura nel 2017». Il legislatore del suo stesso partito, Yu Mei-nu, ha assunto un ruolo di primo piano nella spinta verso l’uguaglianza legislativa e il riconoscimento egualitario nello stato del diritto di Taiwan.

Di Mei-nu, ha detto: «Ci sono state proteste, e posso rispettare l’opinione altrui. Ma la decisione di sostenere il matrimonio tra persone dello stesso sesso ci viene dal presidente. Ogni membro del partito dpp, comunque, sostiene l’uguaglianza del matrimonio per tutti». Una grandissima opposizione al disegno di legge è stata fatta dai leader religiosi, che continuano a sostenere come l’omosessualità sia una tendenza o un inclinazione intenzionalmente scelta.  In risposta, il presidente TsaiIng-wen domenica scorsa in una conferenza stampa, in seguito alle proteste contro il neo disegno di legge, ha dichiarato: «Cerchiamo di non trattare le persone intorno a noi come nemici».

Il disegno di legge dovrebbe cambiare la definizione del matrimonio, per specificare che è tra due persone, piuttosto che tra un “uomo e donna” portando verso il matrimonio egualitario. Un importantissimo passo verso l’equiparazione di uno statuto unico per tutti, piuttosto che diversificare il matrimonio creando uno specifico ordinamento ad hoc per le persone omosessuali. Vi è una certa opposizione alla normativa, però, soprattutto da gruppi ecclesiali fondamentalisti di ispirazione occidentale, che hanno una certa influenza nella regione. Uno tra tutti  la Alliance of Religious Groups for the Love of Families Taiwan che allo scorso pride nazionale

http://www.taipeitimes.com/News/taiwan/archives/2016/10/30/2003658229

si è mobilitato in toto sostenendo come la manifestazione fosse “patetica”, protestando contro il ddl e portando cartelli con la scritta “l’atteggiamento omosessuale è contagioso”. Il leader del gruppo, ChangShou-yi, ha dichiarato che «Quello che gli attivisti gay vogliono è essere riconosciuti a livello sociale. Ma non con il matrimonio, quella è una tradizione, un’istituzione che risale a migliaia di anni fa». Poco male che da migliaia di anni non si possano più sposare donne giovanissime comprate alle famiglie e totalmente dipendenti dal marito. Poco male che si chiami evoluzione sociale. Avanzamento dello stato del diritto. Eguaglianza socio-percettiva. Sperando che nel 2017 ci sia realmente una svolta per le persone lgbti in Asia.