I pagani moderni

Le religioni neopagane e l’inclusività affettiva.

I pagani moderni

«Tremate tremate le streghe son tornate» urlavano le femministe che negli anni 70’ che rivendicavano i diritti della donna ma oggi, nella nostra Italia, le streghe sono davvero “riapparse”. Fanno parte del movimento neopagano, un termine ombrello su cui si concretizzano numerose forme religiose con costanti fisse, una su tutte la puluriformità del divino. E si sono riunite a Roma, sabato 17 settembre, nella meravigliosa cornice di Villa Pamphilj per la sedicesima edizione del Pagan Pride Day.

Questo evento romano, l’unico italiano, si posiziona in sovrapposizione di uno dei grandi Sabba stagionali della religione Wicca, mabon, ed è nato in America nel 1992  volto a dare una “visione positiva dei neopagani presenti sul territorio nazionale permettendo di celebrare pubblicamente”. Più di 150 gli eventi in tutto il mondo. Seminari e conferenze seguono l’accoglienza da parte degli organizzatori, si parla di gestualità sacra e movimento all’ interno dello spazio rituale, energia e respiro enuovi paradigmi culturali: il paganesimo come fattore di cambiamento. Mantelli colorati annunciano il rito pubblico, in cerchio i nuovi pagani ringraziano per il raccolto annuale, reale o metaforico e banchettano alzando coppe e corna agli dei che, secondo una partecipante «sono sempre sati qui, anche con l’avvento del cristianesimo, aspettandoci, incarnati nella natura«. Diverse le famiglie con bambini, i giovani e i membri di diversi gruppi e associazioni, ognuno con la spilla dell’evento, il cernunnos, la divinità maschile dalle corna di cervo.

PaganPride

L’organizzatore, Vanth, ci sottolinea come «non esista tutt’oggi una stima del numero dei pagani italiani, il Censimento Nazionale non ha una domanda specifica riguardo l’affiliazione religiosa e non esiste una indagine statistica sufficientemente capillare da rilevare la presenza di un gruppo che, seppur in crescita negli ultimi anni, rimane per forza di cose ancora una minoranza«. Secondo i calcoli interni al movimento e la presenza sui social, dalle associazioni alle pagine minori, osserva come «la situazione di crescita di questi movimenti religiosi è simile a quella Inglese, possiamo azzardare una cifra, negli ultimi anni, ritengo che circa 25000 o 30000 persone, sul territorio italiano, aderiscano ai credi neopagani». Non si può essere sicuri, infatti, essendo non un movimento religioso unico ma bensì una multiformità di correnti religiose.

«Il movimento nasce dai moti di rivendicazione omosessuale in ambito americano», sottolinea l’organizzatore, «gli stessi principi d’inclusione sono applicati per tutti, persone LGBTI incluse, nessuna forma di discriminazione viene tollerata in questi movimenti religiosi». Sottolineando infatti come il Pagan Pride Day sia aperto a tutti, dalla diversa confessione religiosa, politica o dalla singola affettività, se ne amplia la portata, «questo spazio, oltre a decostruire la visione falsata del neopaganesimo, serve come network per una minoranza, è uno spazio di confronto e aiuto soprattutto per coloro che si avvicinano a questa forma religiosa e ancora non conoscono nessuno».

L’essere gay, lesbica, bisessuale o transessuale non è visto quindi come peccato, ente da celare o fonte di vergogna da queste forme religiose; i pagani abbracciano la natura e la sua capacità di diversificazione.