Gli antichi conquistatori iberici, questa volta, sono venuti in pace e hanno esportato cultura democratica: c’è chi pensa che senza la legge del 2005 con la quale l’allora primo ministro spagnolo Zapatero ha consentito anche agli omosessuali di sposarsi e di adottare dei figli, la svolta glbt nel Centro e Sud America alla quale stiamo assistendo in questi ultimi anni sarebbe ancora un orizzonte lontano. “Zapatero e i socialisti spagnoli hanno demolito il mito che i paesi ispanici e cattolici abbiano una tradizione non adatta a questo tipo di norme”, ha dichiarato al quotidiano El País all’inizio di aprile il politologo messicano Lozano Genaro in un’inchiesta su quanto il machista Latino America sia pronto per il matrimonio gay. Gli fa eco il concittadino deputato del partito socialdemocratico Prd David Razú per spiegare un progresso legislativo davvero inimmaginabile qualche anno fa: quelle leggi in Spagna “sono state uno spartiacque fondamentale [...]. I diritti civili sembrano sempre scandalosi in un primo momento, ma poi vengono assimilati senza problemi. Quale persona sana di mente potrebbe proibire, al giorno d’oggi, il matrimonio interrazziale?”. [continua…]

